astronauti fanno training pensando a Zingaretti

La NASA userà Zingaretti per fare abituare gli astronauti al vuoto

9 ottobre 2019

[Washington DC] Se avessimo scoperto l’attuale segretario del Partito Democratico quando era ancora in vita Kubrick avremmo risparmiato molti soldi per ricreare l’assenza di gravità sulla luna!Esordisce così Jim Bridenstine, ingegnere aerospaziale NASA noto per aver addestrato numerosi allievi a fronteggiare missioni lunari e a difendersi dalle mogli al loro rientro. A sancire lo storico accordo che legherà Zingaretti alla NASA per i prossimi 5 anni è stata una conferenza indetta da lui stesso e da diversi esponenti del PD. In sala si sono visti giornalisti galleggiare a mezz’aria per via della totale assenza di gravità, dando così la prova che Zingaretti rappresenti quel vuoto cosmico italiano che tutto il mondo ci invidia. “È come se Rutelli e Veltroni si fossero fusi in un solo uomo per creare il vuoto perfetto con la dizione di Vendola” avrebbe detto uno dei giornalisti presenti.

La NASA ha scoperto la figura Zingaretti il giorno delle primarie del PD. Fino ad allora era conosciuto presso l’Ente Nazionale come specie minerale italiana con capacità organiche pari ai campioni lunari portati dall’ultima missione. Era quindi quasi sconosciuta la sua attività, così come lo è per il 90% degli italiani. Successivamente è stato attenzionato, convincendo diversi tecnici americani che potesse essere l’uomo giusto dopo la trattativa portata avanti col M5S per formare l’attuale governo. In tanti si sono detti esterrefatti di come un uomo col coltello dalla parte del manico si potesse far accoltellare così tante volte.

Quello che ci ha stupito – afferma Bridenstine – è stata la sua capacità di creare una percezione di totale assenza in qualsiasi luogo si trovi. Percezione che si è rivelata essenziale durante i nostri training per far abituare gli astronauti a luoghi in cui c’è assenza di gravità“.

Voci di corridoio riferiscono che Zingaretti avrebbe avvertito le autorità americane che l’accordo non si sarebbe raggiunto se la città non avesse cambiato nome da Washington DC a Washington PD. La risposta è stata un suono di pernacchie provenienti da un simulatore spaziale. Dopo un proficuo consulto con Di Maio, il segretario avrebbe allora chiesto di cambiare nome da Washington DC a Washington PD per poi subito ritornare a Washington DC. Anche a questa seconda richiesta pernacchie da parte dei simulatori di volo. Così Zingaretti avrebbe firmato l’accordo dichiarando di non aver ceduto ai compromessi imposti dagli americani.

Questa intesa, per la NASA e per l’evoluzione degli studi spaziali, è certamente un enorme passo in avanti. Tuttavia in Italia verrà ora a mancare quel vuoto che finora, anche grazie all’effetto gravitazionale di Zingaretti, ci ha tenuti sempre a galla. Riuscirà dunque il nostro paese a fare a meno di quel nulla politico che accompagna i cittadini della penisola tenendoli costantemente in equilibrio tra il baratro e l’ennesima cazzata di Salvini?

Claudio Favara & Mattia Pappalardo

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