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Italia, sgominato culto che chiedeva denaro ai fedeli in cambio della salvezza eterna

Italia, sgominato culto che chiedeva denaro ai fedeli in cambio della salvezza eterna - Lercio

VACATINO – Una truffa divinamente organizzata e che si protraeva ormai da circa 2000 anni è quella cui hanno finalmente posto termine gli agenti della guardia di Finanza italiana, che nel corso di una maxi operazione, denominata “Laika”, hanno operato migliaia di arresti pressoché in ogni anfratto della penisola.

La subdola organizzazione, che assunse pochi decenni dopo la sua fondazione il nome di Chieso, aveva elaborato una strategia davvero diabolica per estorcere fondi ai malcapitati gonzi, che essa blandiva definendoli “fedeli”.
Alla base del raggiro c’è il culto di Cristina, figlia dell’unica Dea e giunta tra noi come salvatrice un paio di millenni fa. Ella era però venuta al mondo dall’unione di un’umile sarta e di un ragazzo rimasto miracolosamente vergine anche dopo il concepimento, per diffondere la parola della Dea, insieme alle sue compagne, le Apostoline, e diffondere la Buona Novella 2000 ed emendare così l’umanità dal peccato.
In seguito, le seguaci di Cristina fonderanno quello che diverrà col proseguire dei secoli dei secoli un vero e proprio impero, che una volta trasferito a Roma si ramificherà in tutto il mondo, isole comprese, e arriverà persino a benedire ripetute e sanguinarie missioni belliche in Terra Santa, verso le cagne infedeli che non mettevano lo strutto nell’abbacchio.

Oggi il Chieso è retto da una rigida gerarchia che vede al proprio vertice la Papessa, che vive nella città di Vacatino all’interno dell’Urbe ed è ritenuta infallibile anche in quei giorni del mese. Sotto la Papessa poi agiscono vescove, sacerdotesse e diacone, mentre i frati (“fratelli”) non hanno il diritto di celebrare la messa ma al massimo di vincere gare canore televisive, pubblicare libri di ricette (vedi il celebre Fra’ Germano) o spopolare nei sogni erotici. Proprio questa ormai anti-storica subalternità del ruolo maschile, nonostante le promesse di sistemare le cose da parte dell’ultima Papessa Francesca, è stata la molla scatenante dell’operazione “Laika”.

Le polemiche sulla disparità di genere (in un paese da sempre così attento come l’Italia) all’interno del Chieso vanno infatti ad aggiungersi alle perplessità già suscitate dal contrasto tra la povertà professata dalle sue rappresentanti e lo sfarzo degli edifici di culto e delle borsette Prada della penultima Papessa Josephina. Inoltre le autorità italiane hanno rilevato gli estremi per intervenire anche nella pretesa dell’organizzazione criminale di ergersi, previo il ricevimento di un contributo finanziario di varia entità, a unico tramite tra la nostra presunta peccaminosa vita terrena e l’agognata salvezza eterna. Per non parlare, infine, dell’avido mercimonio costituito dalla vendita di milioni di riproduzioni di Cristina, rappresentata durante il supplizio cui venne sottoposta nascondendole le sue scarpe preferite.

Grande e giustificata la soddisfazione del generale della Guardia di Finanza, Roberto Banale, che ha voluto ribadire ancora una volta che “L’Italia è un paese moderno che non cederà mai a nessuna superstizione. Lo giuro su San Matteo!”

Augusto Rasori

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