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Inaugurata la prima scuola con nastri trasportatori per ritirare i figli direttamente dal Suv

Inaugurata la prima scuola con nastri trasportatori per ritirare i figli direttamente dal Suv - Lercio

Castelvecchio Suvequo (BMW) – “Basta ingorghi all’uscita”. Con questo slogan il GOI (Genitori Oppressivi Italiani) festeggia la sua più grande vittoria: dopo un lungo ed impegnativo braccio di ferro col Miur, ha avuto la meglio ottenendo dalla Sottocommissione Educazione l’approvazione in via definitiva del Progetto pilota “SCHOOL-CONVEYORS: ogni alunno a portata di Suv“. La scuola pioniera, cui secondo il piano pluriennale d’installazione dei nastri trasportatori se ne aggiungeranno altre a cadenza mensile fino a totale copertura del territorio nazionale, ha installato nastri trasportatori flessibili, intelligenti ed a sistema modulare, funzionanti negli intervalli orari 7.55/8.10 (apertura scolastica); 8.10/8.20 (con incremento della velocità di scorrimento del nastro per ridurre lo spreco di tempo in entrata degli studenti ritardatari); 13.00/13.20 (orario di uscita ).

I genitori con le loro automobili potranno salire sul nastro trasportatore accedendo dal l’apposito spazio segnalato con display luminoso davanti al cancello esterno dell’edificio scolastico e risalirvi all’ora di uscita. In questo modo i propri figli saranno consegnati a e ritirati da scuola direttamente davanti al portone di ingresso. Il nastro scorrevole favorirà in modo non traumatico l’istruzione e l’estensione meccanica degli studenti a e da scuola, con conseguente azzeramento dei tempi morti di attesa e delle ansie dei genitori preoccupati nel non vedere i figli entrare e/o uscire da scuola in pochi secondi, soprattutto nei giorni di vento e pioggia, in quanto l’aumento delle avverse condizioni climatiche incide in modo direttamente proporzionale sul nervosismo e sulle oscillazioni ormonali della prole, in special modo se questa attraversa la fase puberale.

Le motivazioni fondamentali dell’approvazione da parte del MIUR di questo epocale progetto, risiede nelle inoppugnabili conclusioni sociopsicopedagogiche dello studio scientifico che il GOI ha finanziato mediante una colletta solidale che ha visto partecipi genitori ansiosi di tutto lo Stivale, dalla Sicilia fino in Piemonte. I figli in età scolare rappresentano un mondo affascinante e misterioso. E vanno accompagnati col massimo del sostegno i loro progressi, le loro capacità e le loro sociopatie comportamentali. Non si sa cosa fare, ci si preoccupa e ci si sente genitori colpevoli se non si riesce a garantire ai propri pargoli tutto l’agio possibile nel momento della separazione all’ingresso a scuola. Di mandarli a piedi neanche a parlarne perché, lungi dal renderli autonomi e responsabili di se’ come una maldestra pedagogia antiquata vorrebbe, questo potrebbe scatenare vere e proprie “sindromi da abbandono”.

In riferimento alla specifica problematica che scaturisce dalle dinamiche del trasporto scolastico dei figli, lo studio sopra citato ha evidenziato, senza timore di smentita, come per il figlio possa essere nocivo sul piano psicologico non poter scorgere a prima vista davanti al cancello della scuola almeno uno (non si pretende che ci siano entrambi) dei propri genitori nell’auto non appena esce da scuola e magari trovarlo infilato davanti a qualche passo carrabile nei dintorni; stessa cosa pare accada nella mente del genitore accompagnatore se non intravede coi propri occhi il figlio entrare nell’androne della scuola alle 8 del mattino. Se questo doppio corto circuito si ripete più volte, nell’80% dei genitori e dei figli interessati si possono riscontrare tachicardie, sudorazioni notturne, crisi di ansia generalizzate, disturbi della concentrazione e, ma fortunatamente solo in gravi e sporadici casi, manie ossessive coatte. Il progetto “SCHOOL-CONVEYORS” evitando le sensazioni diffuse di estremo disagio provocate dai quotidiani ingorghi davanti alle scuole che, spesso, si traducono in attacchi di panico dei figli ed in episodi di prevaricazioni di genitori su altri genitori (quindi non più solo una disputa al paracarro più grosso ma a colpi di clacson e male parole) contiene l’angoscia dei nuclei familiari coinvolti ed abbassa il grande fattore di rischio del delinearsi di comportamenti ossessivi e socialmente pericolosi. Il preside dell’Istituto ha salutato con orgoglio l’iniziativa: “Un tale successo in campo socio pedagogico, culturale e scientifico non si registrava dal completamento del tunnel sotterraneo per i neutrini in viaggio da Ginevra al Gran Sasso”.

Milena Corradini

 

da un’idea di Marco Paolini

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