TeleMeloni (Roma) – C’è grande fibrillazione in RAI nei giorni che precedono il referendum sulla Giustizia, con l’opposizione che accusa l’azienda di essere ormai schiacciata sulle posizioni del Governo e i vertici di Viale Mazzini che rivendicano l’assoluta imparzialità delle reti nazionali. In questo clima teso Rai fiction annuncia l’uscita di un instant TV show che andrà in onda nei giorni che precedono la grande consultazione popolare del 22 e 23 marzo: “Il giudice assassino”.
Si tratta di un serie distopica ambientata in un futuro apocalittico in cui nel referendum il NO prevale e, come previsto da Giorgia Meloni, stupratori e pedofili vengono rimessi in libertà – qualcuno addirittura torna a fare il parroco – e l’Italia diventa una landa desolata e inospitale, devastata dalle razzie di bande di malviventi guidate dalla massima incarnazione del male, i giudici.
Inizialmente la produzione aveva pensato a un cast internazionale per rappresentare i protagonisti della politica italiana. Erano stati contattati tra gli altri: Charlize Theron nella parte di Giorgia Meloni, Pedro Pascal per interpretare Ignazio La Russa, Timothée Chalamet nei panni di Galeazzo Bignami.
Dopo gli inspiegabili rifiuti delle star di Hollywood, gli sceneggiatori hanno deciso di ripiegare su attori nostrani più disponibili a partecipare all’opera e di evitare di rappresentare personaggi reali, per evitare accuse di asservimento filo-governativo. Il primo ad essere ingaggiato è stato Massimo Boldi, che però è stato subito escluso a causa di una sua dichiarazione improvvida: “L’unico CSM che voglio è il Casino Straripante di Mignottoni!”.
Nel cast sono stati invece confermati: Luca Barbareschi nel ruolo di Robiola Pruderi, il terribilie villain procuratore di Caserta, il giudice che riunisce in sé le funzioni di magistrato requirente, magistrato giudicante e magistrato uccidente; Pino Insegno nella parte di Marco Sudio, l’eroico ministro che tenta di salvare l’Italia; Beatrice Venezi, per una volta in veste di attore (rigorosamente al maschile, NdR), nel ruolo del presidente del Consiglio Gloria Poponi.
La serie si apre con la vittoria del No e la conseguente liberazione dei peggiori malviventi dalle carceri italiane che, insieme a migliaia di feroci immigrati a cui è stata annullata l’espulsione, mettono a ferro e fuoco il Belpaese guidati dal terribile Pruderi, che istituisce processi istantanei per chiunque non si metta al suo servizio, con pena di morte eseguita da lui stesso a mani nude.
Solo uno sparuto gruppo di eroi si oppone al crudele piano del giudice. A capo dei ribelli vengono nominati per acclamazione Sudio e Poponi, che si muovono in sella a un maestoso cavallo bianco (trattasi di Dux, il cugino di Caudillo, il destriero con cui Andrea Bocelli è presentato al Festival di Sanremo, NDR). Nel drammatico epilogo, quando sembra che Pruderi stia per trionfare, uccidendo gli oppositori a colpi di martelletto, si scopre che si trattava solo di un terribile incubo e che i cittadini hanno il potere di non farlo diventare realtà votando Sì al referendum.
Non rimane che attendere la messa in onda della prima puntata, con i vertici RAI che sperano di ottenere un risultato migliore dell’ultimo prodotto di TeleMeloni, “2 di Picche” di Tommaso Cerno, che ha ottenuto uno share peggiore rispetto alla pubblicità di una pomata per le emorroidi andata in onda la sera prima.
Andrea Michielotto
