San Pietroburgo (Putingrado) – Mentre in Italia sembra che per molti il rimedio per tutti i mali sia “comprare il gas russo”, in Russia si stanno manifestando alcuni scricchiolii che potrebbero addirittura far vacillare il trono dello zar Vladimir Putin. Per la prima volta da quando ricopre la carica di Presidente della Federazione, sembra che l’indice di gradimento in patria per l’ex tenente colonnello del KGB sia sceso sotto il 110%, dopo che per anni aveva oscillato tra il 140% e il 160%, secondo le rigorose rilevazioni dei sondaggi russi.
Il dato negativo sarebbe dovuto all’andamento della guer operazione militare speciale in Ucraina: l’esercito di Mosca – che secondo il Prof. Orsini in pochi giorni avrebbe dovuto arrivare trionfalmente a Kiev e in un paio di mesi avrebbe dovuto conquistare 18 territori con almeno due armate – sembra impantanato in uno stallo in cui a fronte di perdite elevate di uomini e mezzi corrispondono conquiste territoriali limitate, tanto che qualcuno ha calcolato che a questi ritmi ci vorrebbero due anni persino per conquistare il principato del Liechtenstein.
Il conflitto, che nei piani doveva concludersi in poche settimane, si avvia a durare più della Seconda Operazione Militare Speciale Mondiale. Come se non bastasse, Putin sembra essere sempre più isolato sul piano geopolitico, con la caduta di molti alleati storici: Bashar al-Assad è stato costretto a fuggire dalla Siria e ha ottenuto asilo politico a Mosca, Nicolás Maduro è stato arrestato in Venezuela e trasferito in un carcere di New York, l’ayatollah Ali Khamenei è stato ucciso in un attacco congiunto USA-Israele e ora insegna agli angeli a condannare a morte i manifestanti, Viktor Orbán è stato sconfitto in Ungheria e persino Angelo d’Orsi ha perso le elezioni di condominio.
La notizia del calo del gradimento è stata comunicata a Putin direttamente dal sondaggista del Cremlino Nicolai Piepolov. Malgrado questi abbia provato ad addolcire la pillola (“110% non è poi così male, ricorda il Superbonus del grande Giuseppe Conte!”), l’annuncio non è stato gradito dallo zar e sembra che in questo caso l’ambasciator abbia portato pena. Per paura di volare dai piani alti, Piepolov aveva venduto il suo attico in cambio di un modesto appartamento a piano terra: non è quindi caduto da una finestra, ma una finestra è caduta su di lui. Mentre stava uscendo di casa, un grosso infisso blindato gli è caduto addosso, schiacciandolo a morte.
Al suo posto è stato nominato un altro rinomato sondaggista, Nandor Panioncenko, che proverà a fare di tutto per risollevare il consenso del Presidente per sopravvivere al prossimo rilevamento. Il suo team ha già pensato a un primo intervento per aumentare la percentuale di gradimento di Putin: concedere la cittadinanza russa alla redazione del Fatto Quotidiano.
Andrea Michielotto
