GARBATEL (LA) – Doveva essere solo un normalissimo confronto (un po’ teso) con Papa Leone XIV. Non c’era alcun bisogno di far uscire gli stessi titoli urlati («Trump è un coglione», Ndr.) visti durante la crisi con gli USA; ma a Libero non sanno bene cosa siano le mezze misure.
«Aò, ma ve siete bevuti tutti er cervello?! – avrebbe sbottato Giorgia Meloni entrando in redazione. – Ma me volete fa’ litigà proprio co’ tutti i leader mondiali?! Non basta ave’ contro lo psicopatico più potente der globo terracqueo… mo’ ce inimicamo pure i rappresentanti de Dio! Ho appena chiesto alla Madonna de famme la grazia de rende completamente afono La Russa fino a fine legislatura e soprattutto de mantené in perfetta salute Mattarella! Volete davvero La Russa al posto del Presidente della Repubblica?! Brrr… non ci voglio nemmeno pensare!»
Secondo i presenti, la premier avrebbe poi cercato di rivolgersi al direttore, salvo bloccarsi dopo pochi secondi.
«Dov’è… ehm… Sallusti? No, aspetta… o è Sechi? Ah no, forse è quell’altro che ride sempre… Senaldi? Bel muso Belpietro? Mica ce starà ancora la mummia coprolalica… Feltri? Ma insomma, chi cazzo è il direttore oggi?! Me sembra de giocà a Indovina Chi! Certo che al vostro editore je rode proprio er chiccherone…»
Una volta individuato il responsabile di turno (Sallusti, almeno per questa settimana, Ndr.), Meloni avrebbe indicato la bozza della prima pagina, scuotendo la testa.
«Ma te pare normale titolà co ‘na bestemmia?! Per non parlà dei titoli in piccolo! Tipo che se dico che due più due fa cinque voi aprite un dibattito matematico! E questa roba che siete “pronti a riscrivere il catechismo pur di non darme torto”? Ma che cazzo, oh… sembrate l’inserto satirico de Il Giornale! E la cosa incredibile è che ve lo dica io, che sui giornalisti servili ci ho costruito una carriera!»
La presidente avrebbe poi letto ad alta voce gli altri richiami in prima pagina.
«”Fra duemila anni di tradizione cattolica e sei anni di governo Meloni non abbiamo avuto dubbi”… Ma che siete scemi?! Qua, se ce giocamo i voti dei cattolici conservatori, finimo tutti a portà l’acqua co’ l’orecchie ar generale Remigration Vestaglietta!»
Dopo una mezz’ora di rimproveri, però, la tensione si sarebbe sciolta. Fonti vicine alla redazione raccontano che i giornalisti si sarebbero scusati promettendo di «limitarsi a un entusiasmo appena un po’ meno imbarazzante».
Scuse immediatamente accolte da Meloni.
Il giorno seguente Libero ha infatti dedicato la nuova apertura all’avvenuta riconciliazione con un titolo sobrio e rassicurante:
«PACE FATTA FRA GOVERNO E VATICANO. GIORGIONA NOSTRA, UNICA E SOLA PAPESSA»
Federico Graziani
