Hynkelburg – Vi ricordate del mullet, l’incresciosa acconciatura caratterizzata dai capelli lunghi dietro e corti sopra che funesta i nostri incubi sin dagli anni ’80 quando veniva esibita da personaggi come Klaus Augenthaler? Ebbene, dopo l’esito elettorale in Sassonia Anhalt che ha visto il trionfo dell’ultradestra, insieme a quel taglio e ai sandali con i calzini ci sarà un terzo elemento a connotare il look dei tedeschi, anche se in questo caso possiamo parlare di un grande ritorno.
Pare infatti che diversi barbieri sparsi su tutta la Germania abbiano ricominciato a proporre ai propri clienti un mai dimenticato ma solo momentaneamente accantonato (da circa 80 anni) baffo a spazzolino.
“Sono sempre più gli avventori preoccupati dalla piega che sta prendendo il nostro paese e che si chiedono come passare inosservati“, ci dice il tonsore Figaren, “a essi ho praticato, con loro grande soddisfazione, il taglio dei mustacchi secondo la moda del 1938. Il problema è che anche turchi e immigrati dai paesi asiatici e africani ora mi chiedono lo stesso trattamento e ora mi trovo nel grande dilemma morale se soddisfare il cliente o difendere la patria da chi la vuole distruggere mischiandosi agli ariani puri. Oh, comunque non sono razzista è solo che odio quelli con la pelle scura“.
Ma il ritrovato successo del taglio A.H., misteriosa sigla che ha subito preso piede nel paese, pare che non sia confinato solo al genere maschile e che abbia conquistato anche la leader di AfD, Alice Elisabeth Weidel, la lesbica sposata con una donna dello Sri Lanka che vuole la remigrazione degli stranieri, ma forse solo perché sua moglie le ha nascosto le sigarette: “Se solo avessi sangue calabrese“, ha dichiarato rassegnata la Weidel, “potrei anch’io farmi i baffi così!“.
Augusto Rasori
