Gatto rivela: “Abbattiamo gli alberi di Natale perché irritati dalla deriva consumistica della festa”

Photo Credits: Rick Cameron da Flickr

Roma – È dicembre e da qualche giorno nelle case italiane, e non solo, trova posto l’albero di Natale, uno dei simboli tradizionali di questa festa. Chi possiede dei gatti, però, sa anche quanto sia difficile la convivenza tra il proprio animale domestico e l’albero di Natale. I gatti, forse perché attirati dalle palle colorate che penzolano dai rami, o forse perché sono semplicemente stronzi, non resistono alla tentazione di infilare le loro zampe tra le decorazioni, finendo spesso con l’abbattere l’intero albero.

Un esponente dei gatti, che chiameremo Isidoro, ma il nome è di fantasia, ha deciso di spiegarci il motivo di questo comportamento. Lo incontriamo nella sua casa in zona Esquilino, dove ha appena finito di devastare un abete Nordmann della Georgia, amorevolmente decorato dai suoi umani.

Cominciamo sfatando un mito: non è vero che noi gatti siamo attratti dalle palle colorate, quelli siete voi umani, a giudicare dagli ascolti del Mondiale di calcio in Qatar. A proposito, i brasiliani che hanno maltrattato uno dei nostri hanno avuto quello che si meritavano.”

Quindi?

Quindi il nostro è fondamentalmente un gesto di protesta, abbattiamo uno dei simboli del Natale per denunciare il fatto che questa festa ha perso la sua connotazione originaria per intraprendere un’inesorabile deriva consumistica in cui trionfano atteggiamenti negativi come l’avidità, la frenesia…

L’indifferenza…

No, quella va bene.

Ah ok.

Inoltre il periodo natalizio per noi gatti è diventato un inferno: gli umani non lavorano quindi stanno tutto il tempo in mezzo ai coglioni, pulizie straordinarie nell’appartamento con quel fottuto aspirapolvere continuamente in funzione, gente che piomba in casa nostra parlando ad alta voce. Ma il punto, ripeto, è che si è perso il vero spirito del Natale.

E qual è il vero spirito del Natale?

Dormire, mangiare, fare la cacca, dormire.

Cioè quello che voi gatti fate tutti i giorni.

Esatto.

Sono un po’ deluso, pensavo che la vostra protesta nascondesse un richiamo al significato religioso della festa, alla nascita di Cristo.

Alla nascita di chi?

Gesù Cristo.

Ah certo, il figlio di Dio…” [si irrigidisce e agita nervosamente la coda NdR]

Non è così, quindi?

Possiamo cambiare argomento?

Forse ho toccato un nervo scoperto…

Andiamo avanti per favore?

Credo di aver capito: il vero motivo è che siete invidiosi.

Ammettetelo.

Va bene, siamo invidiosi, e allora? Le divinità della casa siamo sempre stati noi gatti, che bisogno c’era di inventarsi un altro dio? Ci sarà un motivo se siamo adorati da millenni!

Ora non tirerà fuori l’antico Egitto?

Sì invece, gli antichi egizi avevano capito tutto. Quello per noi è stato un periodo d’oro, eravamo considerati sacri e intoccabili. Inoltre vivevamo in un territorio che era di fatto una gigantesca lettiera. Ammettetelo, siamo le divinità ideali: non vi giudichiamo per la vostra vita sessuale (eppure vediamo le porcherie che fate), non vi diamo regole da rispettare, non vi proibiamo nulla, vi chiediamo solamente di darci da mangiare e di lasciarci le cazzo di porte aperte. Invece avete cominciato di punto in bianco ad adorare questo tizio che vi ha infinocchiato con un paio di trucchetti magici.

Beh però ha dimostrato capacità ultraterrene…

Ma per favore! Ma se si faceva lavare i piedi da Maria Maddalena perché non era in grado di leccarseli da solo, eddai su!

Voi però non fate nulla per la salvezza dell’umanità…

Perché, quell’altro che fa?

Eddie Settembrini