femministe rincorrono spermatozoi violenti

Femministe rincorrono gruppo di spermatozoi che stava aggredendo un ovulo

4 aprile 2019

Fermo di Chiavari (GE) –  Era ancora in corso la manifestazione femminista nel centro della città, con il corteo partito dalla stazione al grido “Siete tutti Pillon!”, quando un gruppo particolarmente estremista si è distaccato per intervenire su un’aggressione violenta e a suo dire femminicida.

Non è mistero che di recente il clima politico-culturale si sia esacerbato con le esternazioni del senatore Simone Pillon, autore del Ddl al centro di aspre polemiche, e per le quotidiane notizie riguardanti violenze verso donne maltrattate da mariti violenti, che pensano che dimostrare amore con un mazzo di fiori sia da froci e ammazzando di botte la compagna sia romantico il giusto.

“Se le nostre vite non valgono nulla noi scioperiamo”, “L’uomo violento non è malato, è il figlio sano del patriarcato”, “Sotto sotto, l’uomo è un figlio di Pillon”. Questi sono solo alcuni degli striscioni che hanno animato la manifestazione indetta dai vari comitati, ma l’ala estremista, riunita sotto il gruppo “Odio tutto ciò che finisce per O”, che in passato si era scagliata contro il gioco degli scacchi: “La regina si fa il mazzo mentre il re non fa un cazzo”, si è distinta per l’ennesima azione un filino fuori dalle righe.

Il gruppetto ha prima fatto tappa nel parcheggio dove, in passato, si era consumato l’amplesso di una donna che l’aveva data al fidanzato al settantunesimo appuntamento (diventando, così, uno dei luoghi simbolo scelti per denunciare “tutte le forme malate di questa società patriarcale”), quando improvvisamente si è imbattuto in quello che sembrava un agguato o una violenza di gruppo: un branco di spermatozoi intento ad aggredire un ovulo femminile indifeso.

L’inseguimento si è protratto per circa dieci minuti, condito da calci e pugni ben assestati nei confronti dei gameti maschili, diversi dei quali hanno sbattuto con la testa per terra interrompendo così il loro proditorio attacco. Sfortunatamente le femministe inferocite hanno difettato di incisività, non riuscendo a interferire col processo di fecondazione. A quanto pare, infatti, uno degli aggressori è riuscito comunque a penetrare impunemente all’interno dell’ovulo.

Molti i passanti rimasti incuriositi dalla vicenda, mentre l’opinione pubblica si è divisa: “È certamente un atto deprecabile ma il malaugurato ovulo poteva tranquillamente decidere di stare fuori da questa relazione”, affermano alcune attiviste storiche del femminismo. “Chi fa violenza sulle donne va incarcerato, mi piacerebbe vedere la situazione invertita, 30mila ovuli contro uno spermatozoo, e chiedere cosa si prova!”, replica un altro groppo estremista denominato “L’utera è mia“.

Con intervento tempestivo le forze dell’ordine hanno sedato i tumulti, alcune manifestanti del corteo sono state fermate per verifica documenti, altre portate in caserma e interrogate su quale delle stagioni di “Desperate Houseviwes” possa essere effettivamente considerata la migliore. La portavoce ha poi rassicurato i presenti: “Non ci scaglieremo più contro spermatozoi allo stato brado ma solo quelli che potrebbero evolversi in un parente del ministro Fontana”.

Mattia F. Pappalardo

Mattia F. Pappalardo nasce nel 1984 per colpa di un difetto in un prodotto della durex. Studia informatica col suo desiderio di entrare nei computer di ogni ente governativo, ma dopo il primo esame di Logica perde ogni ambizione umana e voglia di vivere: così si iscrive a Lettere. Ama da sempre l'arte, la musica, la filosofia e poi fare l'amore sperando che le prime tre funzionino.

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