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Esploratore neofascista scopre civiltà che vive fuori dalle fogne

23 novembre 2019

Fonderie Pisano (SPQR) – Non credeva ai suoi occhi il signor Molla Boiacchi, Nostromo della Decima Gas, velocissima chiatta a metano appartenente alla marina militare della città sotterranea di Fonderie Pisano. “Pianificavo questa missione da diversi anni, ma i miei camerati hanno sempre cercato di dissuadermi: nessuno – mi dicevano – è mai tornato vivo dopo essersi avventurato fuori“.

Ma Boiacchi non è il tipo d’uomo che si lascia intimidire da consigli sensati di persone sagge: orgoglio della sua città, Boiacchi non ha mai accettato che qualuno potesse porre dei limiti alla sua umana curiosità. Ed è grazie a persone come lui che la civiltà neofascista sta vivendo un vero e proprio rinascimento culturale: risale, infatti, a soli pochi mesi fa la scoperta dell’acqua calda da parte della famosa alchimista Rachele Petacci. “Conoscevamo già le acque bianche, le acque grigie e soprattutto le acque nere – spiegava la Petacci – che sono piene di elementi nutritivi. Ma non ero mai stata a contatto con l’acqua calda le cui virtù ci sono ancora in gran parte sconosciute. Abbiamo osservato, ad esempio, che dopo un certo lasso di tempo l’acqua calda diventa prima tiepida e poi fredda. Questo ci ha portato a formulare l’ipotesi che tutte le acque (bianche, grigie o nere) un tempo siano state calde. Si tratta di una teoria ancora agli albori che forse un giorno potrà spiegarci da dove vengono le acque che beviamo tutti i giorni“.

Ed è con lo stesso spirito di avventura e sprezzo del pericolo che un paio di settimane fa, sotto lo sguardo atterrito dei suoi camerati, Boiacchi ha sollevato un tombino di ghisa e ne è sgusciato via. “Il mondo fuori era pieno di colori, di voci diverse, di libertà: insomma, un vero schifo” racconterà il Boiacchi dopo la sua prima passeggiata a Centocelle. Ma queste prime impressioni non l’hanno fatto demordere: “Già nel corso di quella prima uscita mi sono imbattuto in un gruppo di bellimbusti capitanato da una donna minuta che mi urlava addosso di essere una madre e una cristiana e che io non avrei potuto toglierle né l’una né l’altra cosa. Il gruppo percependomi come un estraneo mi ha pestato a sangue lasciandomi a terra esanime. E proprio in quel sapore ferroso che mi pervadeva la bocca, ho ritrovato la speranza. Forse non tutto era perduto: forse lì fuori c’era davvero una civiltà evoluta“. Così, a quella prima escursione ne sono seguite altre: una al giorno. E ogni giorno, metodicamente, Boiacchi è stato riempito di mazzate.

Fino a quando, martedì scorso, Boiacchi ha scelto di uscire da un tombino secondario ma, trovatosi davanti ad uno strano edificio pieno di libri, è stato colto da un primordiale e inaspettato senso di terrore. Non sapendo come gestire quelle emozioni mai provate, il Boiacchi è riuscito a difendersi utilizzando una recente scoperta della sua gente – il fuoco – per porre fine alla minaccia culturale che gli si era presentata davanti.

Cleopatra Nasello

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