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Esce il Gratta e Vinci ‘Privilegiato per sempre’: in palio una pensione da parlamentare

11 dicembre 2015

ROMA – La spending review colpisce ancora, e questa volta lo fa in maniera decisa ed efficace. Dopo le polemiche sulle pensioni d’oro, che hanno popolato i talk politici negli ultimi mesi, il Governo ha deciso di far partire un provvedimento in via del tutto sperimentale, che prevede l’annullamento di alcune pensioni d’oro per pagare le vincite dei Gratta e vinci.

L’esperimento partirà il primo Gennaio 2016, e verrà effettuato con la pensione di Lamberto Dini. La scelta è ricaduta sull’ex primo ministro perché è stato, soprattutto negli ultimi mesi, il simbolo di coloro che più usufruiscono dei privilegi mal tollerati dagli italiani. E perché, durante una puntata di Di Martedì, Dini fu sbeffeggiato dal giornalista Mario Giordano. Proprio così, Chiunque sfiguri al confronto dell’ex direttore di Studio Aperto diventa incompatibile con la casta e suoi privilegi. Matteo Renzi ha dato il via al provvedimento che prevede, appunto, l’utilizzo dell’intero vitalizio di Lamberto Dini per coprire le vincite del nuovo ‘Privilegiato per sempre’.

A nulla sono valse le vibranti proteste di Dini, al quale, però, è stato in realtà concesso un piccolo aiuto per potersi sostenere. In pratica, percepirà l’incasso di tutti quei gratta e vinci che non avranno nessuna vincita. Ma solamente fino al momento della scoperta della doppia faccia di Lamberto Dini (sono questi i due simboli della vincita milionaria): da quel momento tutti i privilegi passeranno al fortunato vincitore. A quel punto l’ex deputato non avrà che una sola occasione per potersi rifare, tentare la fortuna e rivincere la sua pensione.

Sergio Marinelli

Nel 1976 riesce ad entrare in Italia nascondendosi nell'ovulo di una donna. Nasconde le sue origini africane grazie al suo albinismo. Onanista convinto, decide di fondare una banca del seme tutta sua. Ma nel 2003 arriva il crac per colpa del famoso blackout. Porta avanti altri progetti fallimentari, ma il suo sogno più grande resta sempre quello di spostare la Sardegna.

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