Rio amazzoni

Ecologia. Bolsonaro offre il Rio delle Amazzoni per smaltire le acque di Fukushima

20 settembre 2019

BRASILIA – Non sappiamo cosa sia stato a fare breccia nel cuore del presidente del Brasile, Jair Bolsonaro, forse la determinazione della giovane Greta Thunberg, forse il pensiero di lasciare ai propri figli un mondo invivibile, forse lo sguardo tenero dei piraña che tiene nel suo acquario, sta di fatto che il leader sudamericano ha annunciato una decisa svolta ecologista del suo governo. Il primo atto di questa rivoluzione verde è un gesto di enorme altruismo verso il Giappone.

Preoccupato dall’emergenza creata dalle acque radioattive stoccate in serbatoi protetti dopo il disastro di Fukushima, Bolsonaro ha offerto una via d’uscita ai cittadini del Sol Levante nel corso dell’ultima conferenza stampa: “Le vasche di contenimento sono quasi piene e l’unica soluzione finora prospettata è quella di sversare le acque nel Pacifico. Non possiamo accettare l’inquinamento delle coste giapponesi e dell’intero oceano, per questo ho dato la disponibilità a farle trasferire qui in Brasile e smaltirle nel Rio delle Amazzoni”.

Il leader sudamericano ha inoltre elencato una serie di provvedimenti ‘green’ che detteranno d’ora in poi l’agenda di governo: la costruzione di una gigantesca lente d’ingrandimento per appiccare incendi senza dover usare agenti inquinanti come benzina o cherosene, la rottamazione di tutte le motoseghe con motore a scoppio presenti nel paese in favore di quelle elettriche e la dotazione in tutti i centri abitati di compostiere per il riciclo dei cadaveri degli indigeni che si intestardiscono contro il progresso del Paese e di eventuali oppositori politici troppo esuberanti.

Ai giornalisti che hanno fatto notare che, nonostante la buona volontà, questi provvedimenti potrebbero peggiorare le condizioni della Foresta Amazzonica, Bolsonaro ha risposto: “Quale foresta?

Gianni Zoccheddu

Gianni Zoccheddu nasce in Sardegna nella calda estate del '76, unico sopravissuto di 4.576.458 fratelli, tutti morti durante la fecondazione. Fino ai 18 anni è convinto di essere Gesù poi, fallito il tentativo di moltiplicare pani e pesci facendoli accoppiare tra loro, smette di credere in se stesso e diventa ateo. Dopo alcuni anni passati a lavorare come commesso presso un distributore automatico si iscrive in Lingue, ma non si laurea per colpa dei comunisti, le scie chimiche e i rettiliani. Attualmente vive a Scrotopoli, dove si prende cura di una dozzina di troll nani, cercando faticosamente di guarirli dalla schizofrenia. Nel tempo libero ama fare bolle di sapone col culo e conosce personalmente un quasar. Segni particolari: un vistoso rinoceronte tatuato sulla chiappa destra di un altro tizio. Motto preferito: meglio soli che pianeti.

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