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Covid dal gatto all’uomo, a Vicenza si raccomandano tempi di cottura più lunghi

Foto Credits: Petrb

Roma – Dopo il primo caso accertato di Covid trasmesso da gatto a uomo, gli esperti sono al lavoro per capire se si tratti di un caso isolato oppure se da oggi dobbiamo considerare i nostri amici pelosetti dei pericolosi serbatoi per il virus Sars-Cov2.

Per prima cosa i virologi hanno cercato di ricostruire la dinamica del contagio. Come è stato possibile il passaggio gatto-uomo? Per accadere è necessario un contatto prolungato con una notevole quantità di virus. Dopo aver vagliato alcune ipotesi è stato però direttamente il proprietario dell’animale a fornire una spiegazione plausibile: “Gli ho cambiato la marca di croccantini e lui mi ha sputato in faccia”.

La conseguenza è che tra gli amanti dei gatti comincia a circolare un po’ di preoccupazione. Ma in una città in particolare, Vicenza, per ovvie ragioni si sono registrati i primi casi di psicosi da contagio: nei supermercati della città, per esempio, sono rimaste invendute molte confezioni di gatto in scatola, insieme alle solite penne lisce.

Nelle ultime ore è stato il noto food blogger vicentino Soriano Scotto a rassicurare i suoi concittadini suggerendo un semplice accorgimento per continuare ad assaporare micetti senza alcun rischio per la salute.

Leggiamo direttamente dal suo blog la ricetta del “gatto all’antivirale”:

Prima di tutto indossate guanti e mascherina FFP2. Prendete un gatto e uccidetelo. Ripetete questa operazione per 9 volte per essere sicuri che sia davvero morto. Ora eliminate tutte le parti inutili dell’animale, a parte le vibrisse che utilizzerete per guarnire il piatto, e la coda che metterete da parte per la ricetta della “Coda alla vaccinata” che vi suggerirò prossimamente.

Mettete il gatto a bagnomaria nell’amuchina insieme a mezza cipolla, tre foglie di alloro e due compresse di Remdesivir.

A questo punto, invece dei soliti 20 minuti, allungate i tempi di cottura fino a 120 minuti (180 se i vostri commensali non hanno fatto la terza dose). Alla fine la carne risulterà un po’ stopposa, ma almeno sarete sicuri di aver eliminato il virus dalla vostra pietanza.

Condite con olio e sale e servite il micio ancora caldo accompagnato da un Barbaresco Montubert del 2015”.

Grazie a Soriano Scotto sembra essere tornata un po’ di serenità tra gli abitanti di Vicenza. Nella comunità felina, invece, si registra del nervosismo. I gatti, infatti, avevano sviluppato in poco tempo una sorprendente capacità di simulare i sintomi del Covid per salvarsi la pelle: dormire 22 ore al giorno invece di 21 per fingere spossatezza, starnutire nella piega della zampa, fare la faccia disgustata dopo aver assaggiato il cibo nella ciotola per simulare la perdita di gusto. Tutti espedienti vanificati dalla ricetta di Soriano Scotto.

Eddie Settembrini

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