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Deputato si fa rimborsare l’allungamento del pene

Deputato si fa rimborsare l'allungamento del pene - Lercio
(Foto: Dick Longer)

ROMA – Ancora non si conosce il nome del deputato che avrebbe inserito tra le spese per le attività politico-istituzionale un’operazione chirurgica per l’allungamento del pene. Gli inquirenti non smentiscono, ma si limitano a confermare l’apertura di un fascicolo di indagine, senza aggiungere nessun dettaglio.
Da fonti vicine alla procura si apprende invece che il parlamentare avrebbe inserito nella nota spese un appunto personale, in cui rivendica il gesto come esempio virtuoso di riduzione dei costi della politica. Nell’appunto si afferma che: “Grazie  a questo intervento ho superato il complesso del pene piccolo con una spesa inferiore a 23.000 euro, neanche la metà di quanto avrei pagato per una Porsche Cayenne“.
Non si tratta dell’unico caso di spese ‘inconsuete’ al vaglio degli investigatori, nel mirino ci sono anche altri 3 parlamentari. Il primo avrebbe chiesto e ottenuto il rimborso per una gita di 15 persone a Disneyland (volo e pernottamenti inclusi), affermando che si trattava di un viaggio studio sull’influenza di Paperoga nella politica monetaria della Ue.
Il secondo e il terzo sono indagati per l’acquisto in comproprietà di una mega villa a Porto Cervo, giustificata come sede istituzionale, nel caso che il loro appartamento a Roma venisse invaso dalle cavallette.
Appresa la notizia il gruppo del M5S alla Camera avrebbero subito chiesto l’istituzione di una commissione parlamentare che indaghi sulle reali dimensioni dei peni di ogni deputato, senza distinzione di appartenenza politica o di sesso.

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