anziani giocano a tavolo

Chiesa scopre l’esistenza di un nuovo santo durante un torneo di briscola

10 luglio 2019

[SAN MANNAGGIA] Erano le 11:45 di alcune settimane fa, quando un fragore, somigliante a una detonazione, ha percorso tutto il lungomare della cittadina. Solo dopo alcuni minuti, la gente del posto si è accorta che si trattava di un asso di briscola sbattuto sul tavolo. È ciò che avviene con una certa frequenza a San Mannaggia, piccola città in provincia di Salerno, dove una nutrita schiera di anziani ogni mattina si riunisce per il torneo estivo di briscola.

Rispetto ai colleghi delle città limitrofe, i cittadini mannaggesi si riconoscono in quanto particolarmente competitivi sia nel gioco sia nel rilascio di bestemmie colorite durante le partite. Ed è proprio da uno di quei tavoli che nei giorni scorsi è partita una bestemmia talmente originale che è giunta sino in Vaticano. La CEI ha fatto sapere di voler approfondire e stabilire se quella imprecazione abbia un fondamento dal punto di vista storico dato che si è trattato di una bestemmia che ha coinvolto un certo “San Tostato”.

Al fine di appurare la rilevanza storica, la Chiesa cattolica ha scomodato una compagine di professori di filologia e storia antica. Dopo giorni di intensa ricerca fatti di sudore, Ave Maria e spostamenti di parrocchia, il verdetto è stato il seguente: “Sembra essere realmente esistita la figura di questo santo martire, ma la narrazione è molto fumosa” – afferma il professor Cialis, direttore dell’indagine filologica – “l’unica fonte attendibile sono le memorie di un’anziana signora che lamentava un marito particolarmente dedito alle tentazioni della carne”. San Tostato era solito uscire la sera, senza pantaloni, a importunare le fanciulle del paese mentre beveva vino e bestemmiava santi ancora da inventare. Fin quando non venne catturato dai soldati dell’Impero e crocifisso a mani, gambe e gamba centrale.

È ancora mistero, invece, su come sia possibile che a evocare una figura così sconosciuta sia stato un punto mancato durante una partita della briscola. Per carpire maggiori informazioni, un nostro inviato si è avvicinato oggi al tavolo di gioco attenzionato dalla Chiesa ma invano. “Tu a chi sei figlio?”, gli è stato chiesto, “Sò io, il figlio di don Mario”. Probabilmente la password di accesso è stata ritenuta non valida in quanto il giornalista non ha potuto neanche iniziare la sua inchiesta. In compenso, però, ha scoperto l’esistenza di un nuovo modo per essere mandati a quel paese.

Mattia F. Pappalardo

Mattia F. Pappalardo nasce nel 1984 per colpa di un difetto in un prodotto della durex. Studia informatica col suo desiderio di entrare nei computer di ogni ente governativo, ma dopo il primo esame di Logica perde ogni ambizione umana e voglia di vivere: così si iscrive a Lettere. Ama da sempre l'arte, la musica, la filosofia e poi fare l'amore sperando che le prime tre funzionino.

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