Caporalato anche in politica: deputati costretti a lavorare fino a 12 ore alla settimana

Foto Credits: Camera dei deputati

Roma-“Noi, oltre che al parlamento, lavoriamo sul territorio”, è da questa affermazione che parte la protesta del neo comitato parlamentare formatosi per contrastare lo sfruttamento dei deputati. C’è già chi parla di caporalato: “Queste persone che tengono i nostri documenti, che spesso li scrivono al posto nostro, si vedono elargire parte dei nostri già miseri compensi, è uno scandalo”. In effetti quelli che sempre più comunemente si definiscono i portaborse dei politici, sono in realtà quasi dei caporali, che estorcono soldi ai nostri onesti e laboriosi parlamentari, addirittura in nero, senza nessuna tracciabilità dei pagamenti.

Un’inchiesta in atto sta portando alla luce un sommerso incredibile, il caporalato parlamentare estorce circa mille euro al mese a ogni deputato che, costretto a turni esasperanti di 12 ore settimanali, si ritrova spesso con lo stipendio ridotto dal 2 al 3%%. “Così rischiamo che con lo stipendio di un mese non si riesca ad arrivare a fine anno” ci confessa un deputato di FI che però vuol restare anonimo. Un altro deputato, che preferisce non rivelare il gruppo parlamentare di appartenenza, denuncia che deve persino versare parte dello stipendio a una società privata il cui nome fa rima con Ezio Greggio.

Una piaga quindi. Ma la protesta monta e le misure per porre fine a questo ennesimo scandalo tutto italiano sono già in atto: “Innanzitutto, ha ribadito il premier Conte “bisogna denunciare: presto emanerò un nuovo DPCM per obbligare in quarantena tutti quelli che stanno compiendo illeciti ai danni dei nostri parlamentari, così resteranno a casa e i nostri deputati non si vedranno costretti a dover passare buste piene di contanti a questi individui”. La seconda norma per tutelare il cuore pulsante della nostra democrazia, ed evitare nuovi episodi di caporalato, sarà quella di ridurre i turni dei lavori in parlamento, si passerà dalle massacranti 12 ore settimanali a un massimo di 7 ore, comunque senza mai superare le 28 ore mensili. In più il Presidente del Consiglio sta pensando a norme che tutelino anche il lavoro sul territorio: “Sono impegni che portano i deputati a uno spossante lavoro extra che non riconosciuto e, vista la crisi post-covid, stiamo pensando di regolarizzare e retribuire anche queste attività”. A Michela Vittoria Brambilla, tanto per fare un esempio, andranno 50 euro di bonus ogni qual volta si abbasserà per salutare un animale (insetti compresi). La deputata di FI ha già programmato un tour tra i formicai d’Italia: “Non vedo l’ora di incontrare e salutare singolarmente tutti ‘cittadini’ di questo mondo lasciato ai margini della società” Ci fa sapere la deputata.

E se il caporalato nei campi agricoli, dove si raccoglie la frutta e la verdura che nutrono il popolo italiano, ha suscitato tanto sdegno ma pochi risultati, l’impegno del parlamento, ha chiarito Conte, sarà quello di portare lo stesso livello di sdegno popolare anche nei confronti del caporalato parlamentare.

Sergio Marinelli