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“Avevo sentito un migrante in garage!” Leghista trova scusa per nascondere la prostatite alla moglie

"Avevo sentito un migrante in garage!” Leghista trova scusa per nascondere la prostatite alla moglie - Lercio

Cantina da Anpezzo (BL) – Al leghista Marco Pirellonio non dev’essere nemmeno sembrato vero quando ha saputo di tutti quei migranti buttati fuori dai centri per richiedenti asilo e lasciati a spasso in seguito all’introduzione del D.C, il decreto Capitano, come chiamano il Decreto Sicurezza lui e i suoi amici del circolo Te Copo, famoso per la disciplina della caccia in stato di ebbrezza.

Sua moglie Odoarda si stava ormai insospettendo di quelle continue levate notturne dal letto e lui stava esaurendo le scuse. Le aveva già praticamente usate tutte: a “La tv era rimasta accesa” aveva fatto ricorso almeno quattro volte, prima di ricordarsi che era rotta da circa tre settimane, ovvero da quel mercoledì in cui, durante la pulizia di una delle sue Beretta, aveva sparato allo schermo mentre intervistavano la Kyenge vincitrice della causa contro Calderoli che l’aveva chiamata orango.
Un paio di volte aveva detto che era andato ad aprire al gatto, anche se, loro, il gatto non l’hanno più avuto da quella sera dell’arrosto coi parenti vicentini, poi che gli era sembrato di sentire il postino nonostante fossero le 4 di notte, poi che si era alzato per scrivere all’amante, spiegazione che aveva suscitato una leggera alzata di sopracciglia nella consorte e, infine, che c’era un libro che voleva finire, e quella volta sua moglie a momenti ci rimane secca dalle risate. Gli restava ancora da dire che si alzava per compilare la dichiarazione dei redditi, ma a quel punto certamente le avrebbe fatto venire un colpo apoplettico per l’ilarità.

Insomma, se non si inventava al più presto qualche altra scusa, per Marco Pirellonio sarebbe rimasta una sola cosa da fare: confessare la verità alla consorte, e cioè che da mesi soffriva di prostatite e la sua vescica non era più imperturbabile come una volta, quando era in grado di bere quattro litri di birra rimanendo 13 ore senza urinare. Non a caso veniva chiamato Paratia dagli amici del circolo È rossa, sempio!, famoso per la disciplina delle bocciate in stato di ebbrezza.
Ma ora, con tutti quei migranti, rifugiati e profughi a piede libero, avrebbe avuto ogni notte una scusa buona e valida per alzarsi e andare a farsi una pisciata senza patemi, bastava solo ricordarsi di portarsi dietro la pistola e non ci sarebbero stati sospetti e lui avrebbe continuato a essere ancora per molti anni l’uomo sudato dipinto di verde con l’elmo con le corna che conquistò con un rutto di 24 secondi la sua futura moglie al raduno sul pratone di Pontida durante un toccante discorso di Borghezio.

La notte successiva non appena l’impellente impulso chiama, Marco si alza, prende la pistola dal comodino e si incammina nel buio verso la porta della camera da letto, ma prima che riesca a uscire sente un click e la luce illumina la stanza.
Dove vai?”, gli chiede Odoarda.
Avevo sentito un migrante in garage”, risponde pronto Marco.
Per chi mi hai preso?” ribatte la moglie seria.
È finita”, pensa Marco, “Ha capito. Ora dovrò dirglielo e non mi guarderà più con gli stessi occhi”.
Ma prima che possa aprire di nuovo bocca Odoarda apre un cassetto: “Tieni, monta il silenziatore. Non vorrai mica svegliare i vicini, non siamo selvaggi”.

Augusto Rasori

 

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