Armi all’Ucraina: Stati Uniti inviano 35 sparatorie ancora in corso

Stra (GE) – In un sempre più preoccupante clima di incertezza per le sorti del conflitto tra Russia e Ucraina, proseguono senza sosta i rifornimenti bellici da parte degli Stati Uniti per contrastare la minaccia dell’avanzata dell’esercito di Putin in Europa. Come anticipato in conferenza stampa da Washington dal portavoce del Pentagono John Kirby, trentacinque sparatorie statunitensi ancora in corso sono già in viaggio in direzione Ucraina.

Recentemente il presidente Zelensky aveva chiesto un maggior impegno da parte delle forze della NATO e la risposta non si è fatta attendere. “In questo preciso momento decine di sparatorie nostrane stanno sorvolando l’oceano Atlantico. Agganciate ad altrettante flotte di elicotteri, raggiungeranno le zone di guerra e verranno depositate sul suolo ucraino nella giornata di oggi“, ha dichiarato Kirby ai microfoni.
I luoghi in cui stavano avvenendo le sparatorie sono stati preventivamente scontornati e segati da giganteschi apriscatole appena sfornati dalle acciaierie di Detroit. Successivamente, le superfici di crosta terrestre isolate sono state ancorate e imbragate ai nostri giganti dell’Air Force“, ha spiegato il portavoce del Pentagono. “Con questa missione contiamo di sfruttare l’effetto sorpresa,” – ha continuato John Kirby – “l’improvviso dispiegamento di mass murder, spree killer, liceali antisemiti, suprematisti bianchi, poliziotti, sceriffi, vicesceriffi e comuni cittadini inconsapevoli – tutti quanti pesantemente armati – creerà certamente grande scompiglio nelle zone nevralgiche dei combattimenti in Ucraina.”

L’idea di convertire gravissimi problemi di ordine pubblico in strumenti militari di offesa potrebbe rivelarsi una strategia vincente dell’Intelligence statunitense e più in generale della NATO, tanto che il ministro della Difesa Lorenzo Guerini ha annunciato che anche l’Italia darà il suo contributo in linea con le direttive da Washington: nei prossimi giorni, infatti, verrà paracaduto sul Donbass il maceratese Luca Traini, “Non prima però di aver superato un corso di aggiornamento al poligono di tiro” ha sottolineato Guerini.

Andrea Canavesi