MILANO – Dopo il primo turno delle amministrative di domenica scorsa, Vigevano è a un bivio. La scelta del futuro sindaco della tentacolare metropoli lombarda sarà tra Rossella Buratti (centrosinistra) e Paolo Previde Massara, sostenuto da Forza Italia e Lab 27029. L’ago della bilancia potrebbe essere Furio Suvilla (lista Vigevano Futura), sostenuto da Roberto Vannacci.
Suvilla, forte del suo 14%, ha dichiarato che non sa ancora chi appoggiare al ballottaggio, perché sta valutando le posizioni dei due candidati nei confronti dei temi cari a Futuro Nazionale di Vannacci, primo tra tutti quello degli immigrati. “Vorrei che il futuro sindaco, come primo provvedimento, si occupasse di remigrazione, promuovendo il rimpatrio dei numerosi calabresi che abbiamo a Vigevano”. Secondo i dati in possesso di Suvilla, infatti, i cognomi più diffusi a Vigevano sono ormai Carchiddiu e Laboccetta e la ‘nduja si trova praticamente ovunque, anche nella cassoela.
“Alcune culture, soprattutto di matrice calabrese, non sono compatibili con i valori e l’ordinamento giuridico della società del Nord”, spiega Suvilla, che sottolinea come l’immigrazione dei calabresi sgretoli la compattezza e l’identità della civiltà settentrionale, anche quando non è legata alla ‘ndrangheta, “anzi, SOPRATTUTTO in quel caso, dato che la ‘ndrangheta si è integrata benissimo nel tessuto culturale lombardo”.
Conclude Suvilla: “La remigrazione è un processo naturale, che può essere incentivato e facilitato attraverso specifici programmi di ritorno per chi vuole vivere nel proprio paese d’origine. I calabresi saranno spinti a tornare nella loro terra da un fondo economico speciale, chiamato BTT, Back To Terronia, che include incentivi in denaro e premi: 3000 euro in contanti, una ceramica di Seminara e un abbonamento al Catanzaro calcio, tutte cose che sappiamo fanno molta gola a quella gente”.
Stefano Pisani
