“Siamo una squadra”, Marina Berlusconi si presenta ad una riunione di F.I. con una mazza da baseball

Photo credits Giacomo Scateni - Opera propria, CC BY-SA 4.0, Collegamento

MILANO – Lo sport come metafora della politica è sempre stato presente nella storia di Forza Italia. Proprio il suo fondatore, Silvio Berlusconi, rivendicava i successi calcistici del Milan come prova delle sue capacità di leadership e amava paragonare le vittorie in Champions League al suo prestigio internazionale, la penetrazione in area alle cene eleganti con minorenni, i goal di rapina alle leggi ad personam e gli investimenti per la squadra ai 600 milioni versati a Stefano Bontade.

Per questo il discorso tenuto da sua figlia Marina Berlusconi durante una riunione dei vertici di Forza Italia non ha stupito i presenti: “Una donna diventa importante, – esordisce l’erede dell’impero economico – ci si aspetta che abbia degli entusiasmi… Entusiasmi… Entusiasmi… Quali sono i miei? Che cosa attira la mia ammirazione? Che cos’è nella vita che mi dà gioia?
I dirigenti di Forza Italia hanno subito azzardato diverse risposte come: “Mediaset”, “Fininvest”, “Forza Italia”. Ma l’imprenditrice li ha sorpresi afferrando una mazza sportiva ed esclamando: “Baseball!”.

Vi ricordate la squadra di baseball che aveva mio padre? – ha proseguito sollevando la mazza – Un uomo, anzi meglio una donna, arriva alla base: è sola. Questo è il momento per godere di un successo personale. È ferma là, da sola. Ma sul campo che cos’è? È parte soltanto di una squadra vincente. Guarda, lancia, acchiappa, corre. Ma è solo parte di una squadra. Battono per sé stessi, tutti i grandi campioni che applaudiamo allo stadio. Ma se la loro squadra non funziona, che cosa sono? Nessuno! C’è un bel sole, le tribune sono piene di gente. E lei che cosa può dire? Vado la fuori e gioco per me sola. Ma non arriverò a niente, se la mia squadra poi non vince“.

Il silenzio seguito alle dichiarazioni si è subito fatto pesante, soprattutto per il segretario del partito e Ministro degli Esteri Antonio Tajani, precedentemente indicato da più parti come responsabile della recente sconfitta al referendum costituzionale sulla riforma della Giustizia. Ma le cronache non riportano la sua reazione, perché il resto dell’incontro si è tenuto a porte chiuse, con i giornalisti invitati a uscire dalla sala. Alcuni di loro ipotizzano comunque che l’atmosfera si sia stemperata proprio grazie allo sport, con una amichevole partitella aziendale. Sono stati infatti uditi chiaramente numerosi colpi della mazza da baseball.

Gianni Zoccheddu

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