raggi-postino

Virginia Raggi ad un uomo fermo sotto casa sua: “Mi fai pena”. Ma era il postino

15 settembre 2016

Roma (GE) – Un nuovo caso scuote la già tormentata amministrazione capitolina a 5 Stelle. Il sindaco Virginia Raggi, dopo la recente intemperanza nei confronti del gruppo di giornalisti e fotografi che la aspettavano sull’uscio della sua abitazione, si è, infatti, lasciata andare a ulteriori sfoghi che non fanno presagire nulla di buono per il futuro del suo mandato.

Secondo le testimonianze raccolte, appena sveglia si è voltata verso suo marito Andrea Severini, ancora immerso nel mondo dei sogni, e, mentre lo filmava, lo ha apostrofato così “Mi fai un po’ pena a dir la verità: tutta la tua nottata ad aspettare che al mattino qualcuno ti dia il buongiorno
Poi si è alzata per raggiungere la stanza di suo figlio Matteo che ha destato e redarguito duramente riprendendolo con lo smartphone: “Mi fai un po’ pena a dir la verità: tutta la tua prima ora di veglia passata ad aspettare che qualcuno ti prepari la colazione“.
Raggiunto il salotto si è rivolta a Dimaia, la domestica venezuelana di Santiago, che si apprestava a spolverare la collezione di fotocopie della padrona di casa, e l’ha catechizzata in modo aspro mentre le puntava contro la videocamera: “Mi fai un po’ pena a dir la verità: tutta la tua vita passata ad aspettare che qualcuno lasci della polvere per fartela togliere in modo che tu possa pretendere poi dei soldi“.

È stato mentre sorseggiava il caffé alla finestra che la Raggi ha notato che nonostante l’impiego dei cani weimaraner da parte del suo vice per scacciare giornalisti e curiosi, un uomo persisteva nella sfacciataggine di piantonare il portone di casa sua.
Infilate le pantofole rosa con i coniglietti, il primo cittadino della capitale si è precipitata per le scale per uscire ad allontanare l’irriducibile curioso, non prima di aver inserito in un video e redarguito a dovere il suo vicino di casa che rientrava da comprare il giornale: “Mi fai un po’ pena a dir la verità: tutta la tua moneta per aspettare che l’edicolante ti dia la tua copia del quotidiano“.

Giunta fuori Virginia ha puntato l’obiettivo sull’uomo in giacca giallo fosforescente e il volto nascosto da un casco e lo ha affrontato a muso duro: “Mi fai un po’ pena a dir la verità: tutta la tua vita passata ad aspettare che qualcuno ti apra”
“Signori’, faccia un po’ come crede ma io qui a differenza sua c’ho da fa’. Me mette ‘na firmetta già che è qui?”
, ha prontamente risposto l’uomo, che non era né un giornalista né un paparazzo, ma Battista Di Alessandro, lo storico portalettere del quartiere Ottavia che da anni consegna la posta alla famiglia Severini-Raggi.

Offesa e umiliata dalla figura barbina appena compiuta, la sindaca è subito rientrata in casa ma posando le chiavi sul ripiano nell’ingresso, sotto alla specchiera, sollevando lo sguardo ha notato una donna bruna coi capelli lisci e un paio di pantofole identiche alle sue che la fissava con aria spaurita e ha subito posizionato la videocamera dello smartphone per riprenderla, notando che la donna faceva la stessa identica cosa al medesimo tempo ma con l’altra mano, e senza distogliere i suoi occhi da quelli dell’altra gliene ha cantate quattro, coprendo quello che diceva a lei in perfetta sincronia: “Mi fai un po’ pena a dir la verità: tutta la tua vita passata a fissare il primo sindaco donna di Roma e non ti vedo mai fare un cazzo”.

Augusto Rasori

Credo nell'amore, l'amicizia, l'onestà, la generosità, l'altruismo ma soprattutto la verità. O non scriverei qui...

Commenta