(Foto: www.dday.it)

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Vendeva pietre e calcinacci dal carcere: evasa Wanna Marchi

21 luglio 2013

Nonostante il clamore del processo, nonostante le campagne di sensibilizzazione in TV a non credere a queste fandonie, nonostante Striscia la Notizia, Le Iene e tanti altri programmi, le vendite della teleimbonitrice Wanna Marchi, ora in carcere, non si sono affatto abbassate. Anzi hanno subito un aumento vertiginoso, alimentate anche dalla paura scaturita dalla crisi. Tant’è che Wanna Marchi ha praticamente venduto l’intero muro che separava la sua cella dalla strada fino a compiere la sua evasione.

“Il genio delle truffe” l’ha definita il sapiente Alessandro Meluzzi, il famoso criminologo con la spilla del crocifisso, mentre scartava il pacco contenente due pietre ed un grosso pezzo di calcinaccio che gli era costato 550 Euro più 1.625 Euro di spedizione e trasporto (si sa, mandare del materiale che ti può far vincere il 6 al Superenalotto ha un costo elevato).

Tutti, all’interno del carcere in cui è detenuta Wanna Marchi, siano essi carcerati o guardie penitenziarie, avevano acquistato qualcosa dalla nota detenuta. Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia Penitenziaria hanno già iniziato le ricerche. Cercano informazioni su Wikipedia, su google, su ogni enciclopedia cartacea che trovano, ma non riescono a trovare nulla sullo scioglimento delle pietre in acqua fredda. Qualcuno deve aver loto fatto una fattura.

“Mi sa che non è un genio lei,  siamo tutti noi ad essere stupidi” si è chiesto il criminologo con la spilla del crocifisso. Questa redazione non vuole arrivare o suggerire nessuna conclusione, ma forse il criminologo più amato dagli italiani truffabili ha ragione.

(Catania, 1982). Studia tantissimo per poter lavorare nei call center prima, come trascrittore poi. Per arrotondare fa l'orso nelle fattorie della bile cinesi.

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