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Vaticano canonizza il primo santo australiano, protettore del ritorno dei boomerang

8 febbraio 2016

Roma – Verrà canonizzato il 16 Marzo, proprio nel giorno che onorerà la sua solennità, il primo santo australiano, Don Charles Dundee, ex vescovo di Perth, scomparso prematuramente nel 1970 durante una battuta di caccia all’ornitorinco. Nato a Billabong (ora ribattezzata New Petralcine) nel 1933, figlio di allevatori di wombat, ha intrapreso la strada del sacerdozio dopo aver visto la gente mettere soldi nel cestino delle offerte senza un motivo preciso.

È il secondo santo canonizzato nel continente con i koala, il primo di sesso maschile. Infatti nel 2010 fu beatificata Santa Mary MacKillop (8 agosto), pioniera della lotta agli abusi sui bambini, che per prima denunciò un prete che portava ragazzi in campeggio dimenticando sempre un sacco a pelo: per le sue coraggiose segnalazioni, la MacKillop fu eletta protettrice dei campi scuola e dei trasferimenti di preti pedofili in altre parrocchie.

Nel corso degli anni, la carriera ecclesiastica del giovane Charles è stata costellata da successi. Il ragazzo prodigio della beatificazione ha bruciato tutte le tappe possibili: a 19 anni ha celebrato la prima messa da titolare, a soli 32 anni è diventato vescovo di una delle più importanti città del continente, vincendo praticamente tutto, fino all’infortunio, quando sono iniziati i primi miracoli.

Don Dundee è sempre stato appassionato di caccia all’ornitorinco con il boomerang, una disciplina in disuso – accantonata negli anni dai nativi proprio per la scarsa propensione al volo degli ornitorinchi e per la crudeltà della pratica – e riscoperta grazie a un gruppo di sadici zotici con cui Charles amava passare il tempo libero dedicandosi a questa pratica sportiva, e con cui affrontava estenuanti battute anche di 3 giorni consecutivi. Durante una di queste escursioni avvenne il primo miracolo: una telefonata lo avvisò che un suo parrocchiano era stato ricoverato in condizioni gravissime e quasi completamente paralizzato a causa del morso di un ragno dalla schiena rossa e aveva chiesto l’estrema unzione proprio a Don Dundee, a cui era molto legato. Lui arrivò di corsa, con i vestiti da caccia ancora indosso e l’ornitorinco attaccato al boomerang, per l’estremo saluto; purtroppo però, non avendo con sé alcun strumento per effettuare il rito dell’ultima benedizione, decise di usare proprio il boomerang (con sali minerali consacrati al momento) e poche ore dopo il moribondo aveva miracolosamente riacquistato l’uso del braccio, lo stesso arto con cui si è staccato il respiratore ed è morto il giorno successivo. Una guarigione così rapida che ha lasciato a bocca aperta l’intero reparto ospedaliero e che a rigor di logica non può essere imputata ai progressi della medicina o a dottori o ad una diagnosi errata, ma ad un fantasma. Se dopo questa vicenda era diventato un idolo per i fedeli, per la chiesa non era ancora sufficiente: c’era bisogno di ulteriori miracoli, creando tra gli altri prelati il solito alone di scetticismo che aleggiava intorno a Padre Pio e a quei flaconi di acido fenico.

Don Dundee non riusciva a sostenere la pressione dell’ attenzione mediatica nei suoi confronti: giornalisti assiepati davanti alla sua abitazione e fedeli che lo seguivano ovunque mettendo in fuga ogni esemplare di ornitorinco lo avevano portato ad allontanarsi dal giro ecclesiastico che conta, e a spingerlo verso battute di caccia estreme in posti impervi, fino al giorno della sua morte, avvenuta per aver infranto la prima regola base della caccia all’ornitorinco: mai abbassarsi per allacciarsi le scarpe. E come accade per le rock star, anche per i santi la consacrazione arriva dopo la morte. La pressione dei fedeli che invocavano la beatificazione e minacciavano l’avvento di una nuova religione era tale che è stato necessario correre ai ripari ed attribuire altri prodigi al santo col boomerang. Così la commissione ha dichiarato miracoloso anche il ritorno delle mestruazioni di suor Family Mason, appartenente alla congregazione delle Figlie degli Amici di Maria, che una volta gli aveva riportato il boomerang e quello di Dan Weaver, giardiniere del convento, guarito dall’ipocondria dopo che lo stesso strumento gli ha rotto la spina dorsale.

Vittorio Lattanzi

Inquina il pianeta sin dal 1977, marchigiano doc, è noto alle cronache per la famosa frase "Ahi, no coi denti!" sussurrata a Lady Gaga durante un pompino. Riproducendosi ha reso carta straccia 20anni di lavoro di Darwin, ora è padre di una bambina che ha deciso di chiamare come la nonna materna, Nonna. Attualmente vive.

1 Comments

  1. Hanno fatto bene a ribattezzare Billabong che con il nuovo
    nome si trasformerà in una potente macchina da soldi,almeno riuscirà
    a rimpinguare le (esauste?) casse della casa madre.

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