(immagine:  Ciro )

(immagine: Ciro )

Vasco Rossi sbatte l’alluce contro uno spigolo e incide il suo nuovo singolo: “Aah!”

3 luglio 2015

Dopo il successo dell’album “Interiezioni” (prodotto da Barco Mressanini) e la canzone con una sola parola, Vasco Rossi prosegue nella sua ricerca artistica sui monosillabi con il nuovo singolo in uscita, “Aah!“, che si ricollega idealmente a canzoni come “Ah” e “Aaa” per la presenza della prima vocale, ma anche a “Eeeh” (una delle canzoni ormai simbolo del canone rossiano) per la presenza di una sola vocale, anche se diversa, sebbene il rocker emiliano ci tenga a sottolineare che i contenuti dei brani sono del tutto differenti tra loro: “In una canzone parlo di una ragazzina che vuole fare sesso con un uomo adulto, nella seconda di un uomo maturo che ha una cotta per una ragazzina e nella terza di una coppia, lui adulto e lei minorenne che vogliono vivere una storia d’amore. “Eeeh” non ho ancora capito di cosa parli. Di una cosa qualunque. Forse è per questo che piace così tanto ai miei fan“.

Il pezzo è frutto di una improvvisa ispirazione, come racconta ancora il Blasco: “Stavo uscendo di casa mangiando una mela, per comprare dei libri, anche se studiare non serve a un cazzo,  quando ho sbattuto il piede contro il cavalletto della mia moto parcheggiata in soggiorno e ho esclamato “Aah!”. Fortunatamente l’espressione è stata registrata dai miei fonici personali, che da anni mi seguono 24 ore su 24 proprio per non perdere quei momenti fugaci in cui si manifesta la magia dei miei testi. Senza di loro non sarebbero mai usciti album come “Zzzz“, “Mmm” e “Plof“. Una volta inciso quel “Aah!” il più era fatto: sono bastati 45 session-men e 83 ingegneri del suono per completare la canzone, ed ora eccola qua! In autunno completeremo gli altri brani e presenteremo il disco “Ooooh“.

L’estate musicale italiana si arricchisce dunque di un nuovo sicuro successo, anche se altri artisti di punta non sono rimasti a guardare. A luglio arriverà il nuovo brano di Piero Pelù “Daiiiiah!“, tratto dall’album in uscita: “Guerra = brutto“. Anche Ligabue, che in passato ha avuto qualche diverbio con Rossi su chi avesse i jeans più stracciati, si presenta con un nuovo lavoro: il quadruplo album live di 72 ore “Fronte del sudore“. E si vocifera anche di un nuovo disco di Jovanotti, fresco vincitore del premio Luigi Tecno per il brano tunzettaro “Offeffione“.

Prima di rientrare zoppicante in sala d’incisione Vasco regala ai suoi fan un’ulteriore perla della sua filosofia: “Fate quello che non si farebbe quando vi dico che non è il mondo che si vorrebbe e correte e fottetevene dei perché, ci han rovinato più loro della UE. E se c’è chi dice no è colpa d’Alfredo perché siamo liberi liberi, ma cosa volete che sia una canzone? Non siamo mica gli americani! Abbasso La Svizzera! Evviva Topo Gigio! Eeeh!

Gianni Zoccheddu

Gianni Zoccheddu nasce in Sardegna nella calda estate del '76, unico sopravissuto di 4.576.458 fratelli, tutti morti durante la fecondazione. Fino ai 18 anni è convinto di essere Gesù poi, fallito il tentativo di moltiplicare pani e pesci facendoli accoppiare tra loro, smette di credere in se stesso e diventa ateo. Dopo alcuni anni passati a lavorare come commesso presso un distributore automatico si iscrive in Lingue, ma non si laurea per colpa dei comunisti, le scie chimiche e i rettiliani. Attualmente vive a Scrotopoli, dove si prende cura di una dozzina di troll nani, cercando faticosamente di guarirli dalla schizofrenia. Nel tempo libero ama fare bolle di sapone col culo e conosce personalmente un quasar. Segni particolari: un vistoso rinoceronte tatuato sulla chiappa destra di un altro tizio. Motto preferito: meglio soli che pianeti.

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