Studente_Antiproiettile

USA. Scienziati creano il primo studente antiproiettile

15 dicembre 2014

QUAHOG – Come evitare le sempre più frequenti stragi nelle scuole americane? Un dibattito che si ripresenta ciclicamente senza ottenere risposte concrete.

Limitare l’uso delle armi? Troppo rischioso, qualcuno potrebbe accorgersi che esiste una relazione tra fucili e morti. Armare insegnanti e bidelli? Troppo pericoloso, anche se gli studenti starebbero molto più attenti in classe. Abolire le scuole pubbliche? Al momento sembra l’unica opzione che mette tutti d’accordo.

Ma ad oggi non si è ancora trovata una soluzione definitiva. Infatti, stando ad un sondaggio dell’I.S.I.S., Istituto di Statistiche Inventate o Sbagliate, negli Stati Uniti ci sono 10,6 proiettili per ogni studente. Un dato allarmante, che ci porta nuovamente a chiederci come intervenire. A fornirci una soluzione sono stati due brillanti scienziati, Dylan Harris ed Eric Klebold. Durante l’annuale “Fiera della scienza, della tecnica e della verginità” hanno presentato la loro geniale creazione: il primo studente antiproiettile al mondo. Si tratta di un normalissimo ragazzo in carne ed ossa, al quale i due luminari hanno sostituito la pelle con uno spesso strato di sbronzio, una lega che si ottiene fondendo metallo e DNA di Schwarzenegger. La dimostrazione allestita per presentare le sue capacità è stata un successo clamoroso: uno squilibrato ha fatto irruzione nel padiglione, ha ucciso 9 persone e si è sparato in bocca. Robostudent, questo il nome del prodigio, è stato colpito da 6 proiettili e non ha riportato nemmeno un graffio. Solo quando gli applausi sono terminati i due scienziati hanno precisato che non c’era nessuna dimostrazione in programma; la strage era stata soltanto una fortunata coincidenza.

Harris e Klebold hanno poi raccontato quando è nata in loro l’idea dello studente antiproiettile. “Abbiamo cominciato a lavorarci subito dopo il massacro di Columbine, al quale siamo riusciti a scampare”, dice il primo. “È vero”, gli fa eco il secondo, “Quel giorno non andammo a scuola solo perché avevamo 36 e 40 anni”. Robostudent ha però suscitato anche molte polemiche. I cattolici più intransigenti, ad esempio, lo ritengono un affronto a Dio, che ha creato le pallottole con un preciso scopo: uccidere. Impedire che questo accada significa negare la sua volontà. A protestare è anche la N.R.A. (National Rifle Association) che rivendica con forza il diritto di ogni cittadino americano a compiere una sanguinosa strage in un liceo. Ma le critiche più aspre sono arrivate dall’U.S.A. (Unione degli Studenti Antisociali) che per bocca del suo portavoce, il 19enne James “Stupragattini” Roth, ha indetto una manifestazione a cui parteciperanno tutti gli iscritti. “Faremo vedere al mondo di cosa siamo capaci”, ha dichiarato Roth prima di entrare in panetteria per comprare un nuovo Ak47.

Nonostante le proteste, Harris e Klebold non sembrano intenzionati a fare passi indietro. Dal 1° gennaio, infatti, il loro trattamento antiproiettile sarà disponibile per il pubblico e, stando a quanto affermano, hanno già ricevuto numerosissime richieste da parte di genitori che non vedono l’ora di poter mandare i loro figli a scuola senza preoccupazioni. E il sollievo sarà doppio se i ragazzi in questione, oltre che studenti, saranno anche fan di Batman.

Davide Rossi

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