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Unioni Civili: sarà obbligatorio seguire le serie TV lasciate in sospeso dal coniuge defunto

1 luglio 2016

ROMA – E’ come spuntata dal nulla la piccola norma che era stata inserita nel pacchetto del Ddl sulle unioni civili approvata nel mese di maggio. Sarà obbligatorio, per la persona che ha perso il proprio coniuge, continuare a seguire le serie TV abbandonate dal defunto. Sembra proprio un’espansione di assistenza al coniuge: infatti si potrà chiedere e ottenere un congedo o un permesso retribuito per poter guardare le serie TV del caro estinto.
Tutti i coniugati, ma anche le nuove coppie di fatto, dovranno quindi stilare una sorta di testamento nel quale saranno elencate tutte le serie TV che stanno seguendo. La notizia, come sempre avviene in Italia, ha aperto un acceso dibattito con opinioni discordanti. Ereditare serie TV come Breaking Bad, House of Cards, Better Call Saul può far piacere a chiunque, questo è vero, ma a quanto pare il rovescio della medaglia è tristissimo: la norma infatti non farebbe nessuna distinzione tra serie TV, vecchie telenovelas e telefilm, mettendo tutto dentro un unico grande calderone. Da qui la prime proteste: “Mio marito, da quando l’Ascoli non milita in serie A, si messo a guardare di tutto. Il nostro amico Charly, Un Detective in corsia, Renegade, Squadra speciale Cobra 11, CSI: Cessapalombo, sono solo alcune delle serie che sta seguendo; so che hanno rinnovato Don Matteo per altre quattro stagioni, lui segue anche quella. Ho scritto una lettera al Presidente Mattarella, spero che non firmi, credo proprio che questa norma sia incostituzionale”: si lamenta una povera casalinga di Voghera.

Insomma, questa norma è percepita come una restrizione della propria libertà e non solo: a detta dei sindacati, si potrebbe parlare anche di incostituzionalità, “Se qualcuno erediterà Beautiful potrà ottenere migliaia di ore di congedo, sarebbe iniquo nei confronti di quelli che invece hanno un permesso di due giorni per iniziare e finire le cinque stagioni di Breaking Bad”.

Sergio Marinelli

Sergio nasce nel 1976, anno del cazzo, dove l'evento più allegro è il terremoto in Friuli. A scuola gli dicono che ha le capacità, ma non s'impegna e quando lo fa finge di non avere le capacità. Il suo motto è: non fare oggi quello che domani potrebbe essere inutile fare. Non pratica sport, sudare lo mette a disagio. Ora vive a Porto Sant'Elpidio, paese del cazzo, dove la cosa più eccitante è attraversare i binari con le sbarre del passaggio a livello abbassate.

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