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UE: “Vietato fare i simpatici storpiando i testi delle canzoni”

Doremifasolla (Si) – Sta suscitando molte polemiche la nuova norma europea che prevede multe salatissime per chi storpia i testi delle canzoni. Tutto è cominciato quando un discografico italo-americano, John Foor Fante, si è recato in visita dai suoi parenti senesi. Durante la vacanza ha sentito per la strada un gruppo di giovani che cantavano I’ll be there for you dei Rembrandts, band da lui rappresentata e diventata famosa proprio con quel brano, usato come sigla della sit-com Friends. I ragazzi però stavano intonando a squarciagola un imbarazzante “Al bidè for you”, con grande danno di immagine per gli assistiti del manager.

Foor Fante, produttore del disco americano di Cristina D’Avena “We Smurfs are like this”, ha chiesto al Governo di impegnarsi per risolvere il problema e in tempo record Matteo Renzi ha convinto Bruxelles ad avviare l’iter di approvazione della  nuova legge. “Non poteva che essere così,”, ha dichiarato il premier, “tutti amano i Puffi. A parte quei morti di fame dei greci!“.

La SIAE, in passato già incaricata di far pagare chi canticchia tra sé e sé, provvederà a sanzionare chi canta alla cazzo di cane per fare il brillante con gli amici. Una squadra speciale, capitanata dall’indimenticabile Uomo Gatto di Sarabanda, pattuglierà, con il libretto delle multe sempre pronto, tutti i potenziali luoghi a rischio, ovvero i campeggi dell’Oratorio e tutti i locali in cui da anni ci si dedica a inverecondi karaoke.

Come era da aspettarsi, in pochi giorni la squadra ha scovato un vero e proprio museo degli orrori, a partire dall’ormai leggendario “Gheddanone” dei Kool (Non “Cul”) And The Gang: dalla presenza di improbabili canidi americani in Cielito Lindo (“Ay ay ay ay canta il coyote”) al gospel When the saints go marching in che diventa When they say ‘Go Marcellin’, fino all’inno dei formaggiofili attribuito impropriamente agli Eurythmics (“Sweet dreams are made of cheese”).

A sorpresa ma non troppo, tra gli strafalcioni canterini non mancano neanche brani italiani: dalla pubblicità occulta di Baglioni (“Quella tua maglietta Fila”) al grido disperato di Battisti (“Motoclicletta, riesci a capì?!”), dagli ufficiali d’armi di Ligabue (“Certe notti l’araldo che passa di là sembra avere capito chi sei”) al Rom ariano di De Gregori (“Chi mi ha fatto le carte mi ha chiamato Vincenzo ma è uno zingaro e un crucco”) che ha attirato le ire leghiste sull’incolpevole cantautore romano.

Con l’arrivo delle prime sanzioni, sono arrivati puntuali anche i primi ricorsi e gli appelli che si rifanno al Lodo Di Lernia. La Suprema Corte di Cassazione a Sezioni Unite ha quindi deliberato che le canzoni di Eros Ramazzotti e Povia possono essere storpiate in quanto “qualunque modifica apportata ai testi originali, ivi compresa la battitura casuale su una tastiera di una scimmia antropomorfa, non può che migliorarli significativamente”.

Andrea Michielotto

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Andrea Michielotto nasce per partenogenesi da un altro organismo pluricellulare chiamato Andrea Michielsette. È considerato uno dei maggiori narratori viventi in uzbeko, anche se crede di scrivere in italiano. Attualmente lavora come ghost writer di Domenico Scilipoti.

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