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UE: “Sotto i cinque gradi non sono bevande alcoliche”

13 aprile 2015

Strasburgo – “Poniamo il caso che mi prenda una birra chiara uscito da lavoro. Vi sembra normale che ne debba bere almeno mezzo litro a stomaco vuoto prima di sentire un leggerissimo benessere? Quello lo sento anche se mi faccio un pediluvio. In più, la scocciatura di dover andare in bagno ogni dieci minuti. Prendiamone atto: sotto i cinque gradi la birra è poco più che acqua colorata!”.

Tuonando con queste parole il belga Jules De La Chouffe, Presidente dell’APNEA (Associazione per le Politiche e Norme Europee sull’Alcol), ha sancito definitivamente che se il grado alcolico di una bevanda è pari o inferiore al 5%, allora questa non può definirsi “alcolica”.

Caroselli di giubilo e brindisi con bevande (ora) analcoliche hanno riempito diverse piazze europee. Nessuno scontro con le forze dell’ordine è avvenuto durante tali manifestazioni, e i pochi battibecchi si sono risolti col ritiro di qualche patente. Solo a Roma si sono vissuti attimi di tensione, quando un gruppo di metalmeccanici, appena uscito dall’autofficina, ha rimontato la fontana della Barcaccia al grido di “Tennent’s! Tennent’s!”.

Ovviamene non mancano le polemiche. La LISG (Lega Italia Sobri Cagacazzi), in un comunicato ufficiale redatto dalla presidentessa, nonché unica iscritta, Rosalba Cola, si dice indignata e sconcertata dalle decisioni prese, che “serviranno senz’altro ad aumentare i morti per le strade. Chi beve lo fa spesso per sfuggire ad una vita piena di stress e problemi. Ma ci sono altri modi più sani. Tipo… tipo…”.

Ma De La Chouffe respinge al mittente ogni tipo di accusa: “I limiti di tasso alcolemico alla guida non sono stati toccati, ogni paese continuerà ad avere i propri. Quella approvata dall’APNEA è una questione di principio. Poniamo il caso che vi cuciniate della pasta al pomodoro. Il sugo che ci aggiungete raggiunge il 5% in peso rispetto al quantitativo di penne che vi state per addentare. Ecco, voi state mangiando pasta, non del semplice pomodoro. Allo stesso modo: se state bevendo acqua col 5% di alcol non state bevendo alcol, vi state bevendo della cazzo di acqua!”. Ma i calcoli non finiscono qui: “Ad essere sinceri – prosegue il presidente – tecnicamente una bevanda alcolica dovrebbe contenere più del 50% di etanolo rispetto all’acqua. Ma è pure vero che i cambiamenti vanno fatti un passo alla volta, e non possiamo trascurare l’effetto dell’alcol sul corpo umano. Oltre a quelli benefici intendo. Questi discorsi mi hanno messo sete – ha poi concluso – mi serve un integratore di minerali: portatemi una tequila sale e limone!”.

Andrea Bonechi

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