Foto: Sebmol (Wikimedia)

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Tsipras rivela: “Durante la riunione Schaeuble si è alzato e mi ha preso a calci nel culo”

20 luglio 2015

Atene – È un retroscena shock quello che il premier greco Alexis Tsipras si è lasciato sfuggire durante un incontro informale con un giornalista del quotidiano greco Λερκιος. Il riferimento è alla drammatica riunione dell’Eurogruppo della scorsa settimana.

“La riunione stava andando avanti da dieci ore – racconta il premier greco – l’atmosfera era tesissima. Allora ho provato a sdrammatizzare avanzando una proposta scherzosa per il pagamento del debito, cioè dare 250 euro subito e il resto alle calende greche. Dai, era una battuta! Infatti tutti hanno riso. Tranne Schaeuble che si è fatto scuro in volto. Tra la sorpresa generale si è alzato di scatto dalla carrozzella e ha cominciato a prendermi a calci in culo. In sala è successo il finimondo: La Merkel è svenuta, Hollande non la smetteva di urlare ‘SCHAEUBLE È UN FALSO INVALIDO, SCHAEUBLE È UN FALSO INVALIDO’, altri gridavano al miracolo, mentre Renzi è saltato sulla sedia a rotelle ed è andato in giro a farsi dei selfie. Schaeuble era fuori di sé, continuava a colpirmi e a gridare ‘GREXIT, SCHEISSE, GREXIT! Non l’avevo mai visto così, è stato scioccante. Poi qualcuno gli ha spiegato la battuta e si è di nuovo afflosciato come una marionetta”.

Al momento non si sa quali ripercussioni avranno queste rivelazioni. Berlino ha smentito con un comunicato davvero poco diplomatico, segno che i rapporti con Atene sono ormai logorati: “Il ministro Schaeuble non è in grado di dare calci nel culo a nessuno e quindi nemmeno a Tsipras, anche se avrebbe voluto farlo. Tsipras cachi le riforme e la smetta di dire stronzate”. Quindi è giallo sulla veridicità di questo scoop rivelato da Λερκιος. Il clamoroso retroscena non viene confermato nemmeno dagli altri capi di Stato. Anche se qualcuno giura di aver visto su Twitter, per pochi secondi, un selfie di Matteo Renzi che impenna con una sedia a rotelle.

Eddie Settembrini

Come giornalista del Washington Post ha scoperto lo scandalo “watergate”, ma ha lasciato lo scoop a due colleghi ambiziosetti in cambio di un hot dog. Tornato in Italia ha iniziato a indagare sui delitti del Mostro di Firenze; ha smesso quando ha capito che gli indizi conducevano a se stesso. Ora scrive per Lercio sotto ricatto. Il suo romanzo preferito è “Oblomov”, ma si è immedesimato talmente tanto nel protagonista che non l'ha mai finito.

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