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Tragedia in Galilea, Gesù rimorto a Pasquetta

19 aprile 2014

E avvenne in Galilea che il Cristo morì di nuovo il Lunedì dell’Angelo. Poiché stava festeggiando con gli amici la resurrezione di se stesso, era intento a servire un agnello arrosto, ma scivolando su una crosticina di pelle piena di grasso, cadde battendo la testa su un sasso, e così ascese al cielo.
E il Signore disse: “Di nuovo qua?”. E Gesù: “Parli come se non avessi la preconoscenza che ciò sarebbe successo, spiritoso”.
Così Dio rispose: “Con l’età sto perdendo memoria delle cose future. Ma che fai ancora qui? Scendi giù di nuovo!”
E il Salvatore risorse ancora, e la festa proseguì tra cibo e vino, e accadde che il Nazareno volle fare una passeggiata sul lago, ma i piedi erano bucati dalla precedente crocifissione e andò giù come un piombo in fondo al lago.
Così il Cristo morì ancora una volta, e il signore lo vide zuppo come un gatto egiziano sul mar Rosso, e disse: “Di nuovo? Ci stai provando gusto?” E suo figlio tacque, ché la rabbia montante recava solo male parole.
E risorse ancora una volta, verso il tramonto dello stesso giorno. Così fu l’ora di rientrare dalla gita, ma i fumi dell’alcol lo consusero e mentre guidava un carretto si perse nei campi. Sconsolato perchè non si ricordava la strada, avrebbe rivolto gli occhi lacrimanti al cielo al grido di “Padre, perchè mi riai abbandonato?” . Un raggio di luce si fece strada fra le nuvole accecando il Redentore, che tirò le orecchie dell’asino facendolo sbandare. E il Cristo rimase schiacciato sotto una ruota, e morì ancora una volta.
Salito al cielo, Gresù non aspettò le parole di Dio e disse: “Per prima cosa se io e te siamo la stessa persona, allora sto parlando da solo. Come me la speghi questo paradosso Signor ‘So tutto io’? Secondo, vuoi smetterla di uccidermi e farmi risorgere? Se continui così la gente penserà che puoi farlo con tutti e ti pregherà ogni santo giorno per ottenere la resurrezione. Sai quanto possono essere assillanti?
E Dio non rispose e rimandò il Cristo sulla terra, ma sbagliò e lo spedì nella Galilea del 20° secolo. E Gesù atterrò proprio su una mina antiuomo ed esplose morendo di nuovo.
E quando ascese al cielo Dio nemmeno lo guardò e lo rispedì giù, stavolta nell’anno giusto, ma su un rovo spinoso. E fino all’Altissimo giunsero pianto e stridor di denti e paragoni con le bestie di Gerasa.

Redazione

Gianni Zoccheddu nasce in Sardegna nella calda estate del '76, unico sopravissuto di 4.576.458 fratelli, tutti morti durante la fecondazione. Fino ai 18 anni è convinto di essere Gesù poi, fallito il tentativo di moltiplicare pani e pesci facendoli accoppiare tra loro, smette di credere in se stesso e diventa ateo. Dopo alcuni anni passati a lavorare come commesso presso un distributore automatico si iscrive in Lingue, ma non si laurea per colpa dei comunisti, le scie chimiche e i rettiliani. Attualmente vive a Scrotopoli, dove si prende cura di una dozzina di troll nani, cercando faticosamente di guarirli dalla schizofrenia. Nel tempo libero ama fare bolle di sapone col culo e conosce personalmente un quasar. Segni particolari: un vistoso rinoceronte tatuato sulla chiappa destra di un altro tizio. Motto preferito: meglio soli che pianeti.

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