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Tasse e Viabilità: arriva l’Autolentox

15 gennaio 2014

ROMA – Il 2014 è cominciato male per i cittadini italiani, che hanno visto in un batter d’occhio aumentare le tasse su casa, luce, gas, acqua, nomi, cose, città e marche di automobili. Ma questa sembra essere solo la prima di una lunga serie di aumenti che andranno a pesare sui bilanci di moltissime famiglie.

L’aiuto-portaborse del sottosegretario del ministro dei trasporti, il signor Manfredo De’ Balzelli, ha infatti una proposta che potrebbe mettere nei guai moltissimi cittadini italiani. Tutti noi abbiamo infatti visto, almeno una volta, il terribile cartello “Attenzione! Velocità Controllata” lungo le nostre strade ed autostrade: la reazione istintiva era sempre quella di rallentare per non incappare nei famigerati autovelox, croce dei punti patente e delizia delle scuole guida dello Stivale. Ma secondo De’ Balzelli quel cartello non indica necessariamente che non si deve andare troppo forte ma, letteralmente, che la velocità deve essere controllata, qualunque essa sia.

Da qui, l’idea per risanare le casse dello stato: l’autolentox. De’ Balzelli mira a punire tutti coloro che, presi dal timore dell’eccesso di velocità, rallentano eccessivamente, tra cui ricordiamo i neopatentati, i guidatori dei  barattoli elettrici che ci si ostina a chiamare “automobili” e, soprattutto, gli anziani col cappello. Quest’ultima è la categoria da cui si conta di ottenere il maggior numero di entrate, sia perché i pensionati sono la maggioranza, sia perché, secondo una statistica della rivista “Gerontocomio”, pagano le multe più in fretta per paura del sovrapprezzo.

Inizialmente, l’autolentox verrà installato solo sulle strade di città e le piccole provinciali. Ma se otterrà il successo sperato, il progetto più ambizioso è un altro: installarlo su tutte le autostrade d’Italia appena prima dell’esodo estivo, in modo tale da colpire tutte le automobili che resteranno ferme in coda. La proposta è già sulla scrivania del ministro, almeno così ha assicurato De’ Balzelli.

 

Marco Bressanini

(immagine di Xavier Carè – Wikipedia)

Dal 2008 conduce una brillante carriera nel precariato. Prima è stato studente, vagabondo e frontman di una one man band, da cui si è separato per dissidi interni.

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