(foto: mafe de baggis)

(foto: mafe de baggis)

Taranto, l’Ilva tranquillizza: “Niente olio di palma nelle nostre scorie cancerogene”

11 ottobre 2016

“Le nostre 172 mila tonnellate di monossido di carbonio sono preparate senza olio di palma”. Con questa dichiarazione il gruppo dirigente dell’Ilva ha cercato di tranquillizzare i cittadini di Taranto. Un team di tecnici ed esperti interni all’azienda ha infatti diffuso un documento che potrebbe far tirare un sospiro di sollievo a tutti gli abitanti, dai 25.000 con problemi cardiovascolari e respiratori, alle centinaia di bambini leucemici, dai malati terminali ai 637 morti da PM10, fino ai semplici cittadini in attesa di ammalarsi.

Lo studio è stato diretto dal Professor Abramo Pecunia, chimico e virologo assunto all’Ilva nel 2012, proprio a seguito dell’inchiesta sulle emissioni nello stabilimento di Taranto. Dopo 4 anni di lavoro, Pecunia e il suo staff ha rilasciato una serie di dati molto rassicuranti. Nei 172.123.800 kg di monossido di carbonio e nei 8.606.106.000 kg di biossido di carbonio non è stata riscontrata la pur minima traccia di olio di palma. Inoltre i 4.159.300 kg di polveri e gli 11.343.200 kg di anidride solforosa sono stati certificati come totalmente privi di glutine. Notizia particolarmente lieta per tutti i celiaci, specie quelli con metastasi tumorali.

Anche sul versante dell’apporto energetico ci sono buone notizie: lo zinco, il piombo, il rame e il nichel prodotti dall’azienda sono risultati particolarmente ipocalorici, dati che concordano con la tendenza al dimagrimento di molti pazienti dell’ospedale SS. Annunziata di Taranto. L’arsenico, il cromo e il mercurio sono di origine esclusivamente vegetale, e il cloro aiuta a ritrovare la regolarità intestinale. Infine l’acido cloridrico non si attacca al lavoro del dentista.

Sebbene tutti i dati raccolti necessitino di ulteriori approfondimenti, il CdA dell’Ilva ha dichiarato grande soddisfazione per i risultati e lo stesso Professor Abramo Pecunia si è rivolto direttamente ai cittadini, assicurando loro che non ci sono pericoli imminenti e lanciando un piccolo vademecum per la salute: “Fate regolarmente sport, mangiate molte verdure, smettete di fumare e respirate a pieni polmoni davanti alle nostre ciminiere”

Gianni Zoccheddu

Gianni Zoccheddu nasce in Sardegna nella calda estate del '76, unico sopravissuto di 4.576.458 fratelli, tutti morti durante la fecondazione. Fino ai 18 anni è convinto di essere Gesù poi, fallito il tentativo di moltiplicare pani e pesci facendoli accoppiare tra loro, smette di credere in se stesso e diventa ateo. Dopo alcuni anni passati a lavorare come commesso presso un distributore automatico si iscrive in Lingue, ma non si laurea per colpa dei comunisti, le scie chimiche e i rettiliani. Attualmente vive a Scrotopoli, dove si prende cura di una dozzina di troll nani, cercando faticosamente di guarirli dalla schizofrenia. Nel tempo libero ama fare bolle di sapone col culo e conosce personalmente un quasar. Segni particolari: un vistoso rinoceronte tatuato sulla chiappa destra di un altro tizio. Motto preferito: meglio soli che pianeti.

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