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Tangenti negli appalti per la ristrutturazione di Sophia Loren, decine di arresti

6 giugno 2014

di Eddie Settembrini

Roma – Dopo lo scandalo dell’Expo a Milano e del MOSE a Venezia una nuova inchiesta ha portato alla luce un giro di tangenti e di corruzione nel quale sono coinvolti decine di persone tra imprenditori ed esponenti politici. Si tratta degli appalti per la ristrutturazione di Sophia Loren, un’opera ambiziosa che si propone di tenere in piedi la signora Scicolone per altri 50 anni e per la quale lo Stato ha già stanziato oltre 6 miliardi di euro.

Sospetti di irregolarità nell’assegnazione dei lavori si erano già avuti quando si seppe che a vincere l’appalto era stato il muratore napoletano Carmine Scoppettuolo, che già in passato aveva cercato, a colpi di mazzette, di aggiudicarsi il cantiere Patty Pravo.

A portare gli inquirenti sulla strada giusta un’intercettazione telefonica tra Scoppettuolo e un funzionario responsabile dei lavori pubblici, proprio la sera del crollo delle guance dell’attrice. Fanno indignare le risate dei due che già pregustano l’affare sulla pelle (letteralmente) di Sophia Loren.

Funzionario: «Hai sentito la notizia?»
Scoppettuolo: «Quale?»
Funzionario: «La Loren è venuta giù»
Scoppettuolo: «Eh, ho sentito, ho sentito…(ride)»
Funzionario: «Così, per dire. Per carità, poveraccia»
Scoppettuolo: «Eh certo. Io ridevo stamattina alle 3 e mezzo dentro il letto»
Funzionario: «Io pure. Vabbuò, ciao»

Ora il cantiere è bloccato e la signora Loren, raggiunta telefonicamente, ha espresso tutto il suo disappunto: “Uagliù, sbrigatevi a sbloccarmi il cantiere che ci stanno i pensionati fissi che mi guardano”.
Intanto un nuovo filone dell’inchiesta potrebbe riguardare altre due grandi opere: Ivana Spagna e Donatella Versace. Entrambe ricostruite a costi esorbitanti e rimaste sostanzialmente inutilizzate, vere e proprie cattedrali nel deserto simbolo dello spreco e della cattiva gestione.

Come giornalista del Washington Post ha scoperto lo scandalo “watergate”, ma ha lasciato lo scoop a due colleghi ambiziosetti in cambio di un hot dog. Tornato in Italia ha iniziato a indagare sui delitti del Mostro di Firenze; ha smesso quando ha capito che gli indizi conducevano a se stesso. Ora scrive per Lercio sotto ricatto. Il suo romanzo preferito è “Oblomov”, ma si è immedesimato talmente tanto nel protagonista che non l'ha mai finito.

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