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Svelato piano dell’Isis: “Stermineremo l’Occidente diffondendo le minicar!”

18 maggio 2015

(Al-Raqqa) – Quando vengo ricevuto nell’ampio salone dell’emiro Abu Uba, detto Abu il Palindromico, la prima cosa che scorgo sono le tre teste umane appese alla parete dietro il divano su cui è seduto. L’emiro nota subito il mio sguardo: “La testa al centro è di un uomo che aveva inalato involontariamente il fumo dal tubo di scappamento di un’automobile durante il Ramadan. In quel mese è comunque severamente vietato fumare, tanto più in pubblico”. Mentre mi siedo volge leggermente lo sguardo verso la testa sulla destra. “Quello, invece, aveva ignominiosamente sbagliato di tre gradi la direzione verso La Mecca per rivolgere la preghiera rituale. Sa, i dettami vanno rispettati alla lettera. Mi servo un whisky, va bene anche per lei? Tranquillo, niente brodaglia halal. Quella la uso solo per pulire il trinciasigari”. Dopo che mi ha porto un bicchiere di Johnny Walker etichetta blu aspetto qualche secondo e, dato che non prosegue, cedo alla tentazione di chiederglielo: “E quello a sinistra che aveva fatto?” “Niente, è uno che passava qui davanti”, mi risponde l’emiro, “ma non potevo mica lasciare quell’antiestetico spazio vuoto sulla parete, no?

Abu Uba detto anche Abu il Simmetrico, è uno dei capi in ascesa dell’Isis, lo Stato islamico che a suo parere dovrebbe estendersi nel quadrilatero tra l’Iraq, la Siria, l’Iran e Saint Vincent (non a caso è chiamato anche Abu il Geografico e Abu lo Stocastico). Ma, di fronte a chi sostiene che i raid americani abbiano fermato l’avanzata dell’Isis, Abu Uba non ha dubbi: “Abbiamo solo cambiato strategia. Perché dissanguarsi in costose campagne militari – (da cui capisco perché viene anche chiamato Abu il Genovese oppure Mac Uba) – quando la strategia più sicura per vincere contro l’Occidente è una sola: permettergli di vivere come ha sempre vissuto?” L’emiro, anche detto Abu l’Intuitivo, nota lo stupore nel mio sguardo: “Ci pensi. La cosa più efficace è lasciarvi fare. Vi estinguerete da soli. Sarà il vostro stesso stile di vita a distruggervi. Hanno un bel dipingerci come uno spauracchio, ma nel 2013 in Europa ci sono stati 120.000 incidenti d’auto mortali. Una cifra che non riusciremmo mai a raggiungere nemmeno se complottassimo 7 giorni su 7, H24! La letalità di un bazooka non è minimamente paragonabile a quella di una minicar. A tal proposito le anticipo che inizieremo a produrne di nostre per il mercato occidentale”.
“Ma come? Cariche di esplosivo? Con un timer che la farà autodistruggere in un centro abitato europeo o americano?” domando stupefatto.
Assolutamente no! E che bisogno c’è di sprecare del buon C4? Basta mettere uno di quei trabiccoli in mano a un 85enne che non potrebbe più condurre l’auto o a uno cui hanno sequestrato la patente per guida in stato di ebbrezza e la strage è assicurata! E vogliamo parlare dell’inquinamento? Ogni anno l’Europa spende 196 miliardi di euro per infarti, ictus, embolie, trombosi venose e arteriose causate dallo smog che essa stessa produce. Per tacere delle morti per la cattiva alimentazione. E la cirrosi epatica? 170.000 morti ogni anno ed è comunque dietro a ipertensione e tabacco. Un’apoteosi! E non parliamo degli Americani, poi! Sono praticamente spacciati. A noi resta solo da avere pazienza. Altro che bombe! I veri ordigni sono i cheeseburger! Il modo migliore per sterminarvi sarebbe produrre patatine fritte, sigarette e alcool!

Resto sbalordito. Il piano è diabolico ma di una semplicità estrema. E non è finita: “Non scordiamo quel poco che resta dei vostri cervelli: sono implacabilmente destinati a ridursi in poltiglia grazie al calcio, i reality e Pomeriggio 5. Non ci sarà quasi gusto a vincere così. Ma ci piacerà lo stesso“.

Il tempo a disposizione per la mia intervista è terminato, spengo il mio registratore e, carico di pensieri,  mi congedo dall’emiro. Ma quando sono ormai sulla porta… “Un’ultima cosa” mi dice. “Mi duole annunciarglielo ma ho un antiestetico spazio vuoto nella parete del mio studio che proprio non mi va giù”.

E in quel momento realizzo perché lo chiamino soprattutto Abu l’Inaffidabile.

Augusto Rasori

Credo nell'amore, l'amicizia, l'onestà, la generosità, l'altruismo ma soprattutto la verità. O non scriverei qui...

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