Fonte: Pixabay

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Studente medicina prenota intervento al CUP: quando tocca a lui ormai è chirurgo e si opera da sé

28 aprile 2017

Roma – Quante volte nella vita ci siamo chiesti “Da chi vanno i dottori quando stanno male?” “Si curano da soli?” “Vanno su Google?” “Vanno da un medico più bravo? Se sì, quale?” “E le parrucchiere allora?”. Paradossi a cui scienziati del calibro di Stephen Hawking, Devin Townsend e il cronista delle partite della Roma che fa Go-Go-Go all’infinito, hanno dedicato tutta la loro vita senza riuscire a darsi una spiegazione. Ma a volte dove non arriva la scienza può arrivare la malasanità. Protagonista di questa triste pagina di cronaca l’allora laureando in medicina, il Dottor Svetlano Nonseposentì, ora responsabile del reparto di Dermatologia presso la clinica S.S. Maremma Mater di Prato.

Era il gennaio del 2013 quando Svetlano prenotò tramite il C.U.P. un piccolo intervento dermatologico di routine, che però, come spesso accade, non era disponibile prima della primavera 2017.  Per la precisione, la prima data libera fornita dall’operatore era il 7 aprile 2017. Lo studente, ai tempi fiducioso nel sistema, si munì di pazienza e accettò. Questa lunga attesa, tuttavia, non ha impedito il sogno del giovane Svetlano di diventare un dottore. Anni di studio e duro lavoro per laurearsi col massimo dei voti. Poi la gavetta e infine, dopo tutti quei sacrifici, è diventato medico di ruolo. Nessun intoppo nella sua carriera fino a 3 giorni fa quando è arrivata l’amara sorpresa: scoprire che il medico che lo avrebbe dovuto operare a 4 anni di distanza dall’appuntamento era lui stesso.

Il dottore ai nostri microfoni ammette di non essersi reso conto: “Subito non c’ho fatto caso – racconta – volevo prendermi un giorno di ferie per questo intervento ma poi fortunatamente ho scoperto che dovevo farla proprio nello stesso reparto in cui lavoravo e nello stesso turno, così ho deciso di prendermi giusto mezz’ora credendo di risparmiare  un permesso. Mi sono messo in sala d’attesa e vedevo che non solo nessuno usciva dalla porta per chiamare il mio nome, ma proprio nessuno usciva dalla porta. Poi ho notato che tutti gli altri pazienti mi stavano guardando con curiosità e imbarazzo, più o meno nello stesso modo in cui Trump guarderebbe un iscritto di Rifondazione Comunista e in quel momento ho realizzato, il paziente e il dottore erano la stessa persona, ovvero io”.

E ora rischia il posto proprio a causa della sua irreprensibile condotta: infatti, una volta capito l’equivoco, ha messo da parte lo stupore ed ha agito per il bene del paziente, come previsto dal giuramento di Ippocrate. Quindi si è preparato all’intervento, ma una volta sedato non è riuscito a terminare l’operazione, così è stato ritrovato dal direttore dell’ospedale a dormire su una lettiga sul posto di lavoro, con gli altri pazienti inferociti in coda che minacciavano di querelare la clinica.

Purtroppo non è il primo caso in Italia, se Camilleri ancora fuma è solo perché sta aspettando una visita pneumatologica prenotata tramite il C.U.P. 16 anni fa per una leggera raucedine” – fa mea culpa uno dei coordinatori nazionali della A.S.U.R. che comunque ci rassicura sul futuro: infatti tutte le regioni stanno provvedendo ad aggiornarsi fornendo agli utenti una nuova applicazione (disponibile per Android e iOS) gratuita e semplicissima da usare con solo 2 opzioni: ‘Prenota la tua visita’ con cui potrai divertirti con gli amici sfidandoli a chi ha l’attesa più lunga, e ‘Ho capito come funziona’ per prenotare direttamente la clinica privata con i vari preventivi tipo Segugio.it, e conclude:” La Regione Marche che per prima sta sperimentando la nuova applicazione ha già ridotto considerevolmente le ‘code’: per una polisonnografia, infatti, ora l’attesa è di soli 14 mesi risultati inclusi“.

Vittorio Lattanzi

Inquina il pianeta sin dal 1977, marchigiano doc, è noto alle cronache per la famosa frase "Ahi, no coi denti!" sussurrata a Lady Gaga durante un pompino. Riproducendosi ha reso carta straccia 20anni di lavoro di Darwin, ora è padre di una bambina che ha deciso di chiamare come la nonna materna, Nonna. Attualmente vive.

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