(Foto: Alan Bicco)

(Foto: Alan Bicco)

Stormo di gufi attacca Renzi e lo seppellisce nel guano: il Premier estratto dopo sei ore

12 novembre 2014

ROMA – Ore d’ansia per il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, vittima ieri mattina di un’aggressione da parte di un migliaio di gufi, evidentemente invidiosi dei suoi innegabili successi alla guida dell’Italia.

Il premier stava percorrendo di buon mattino Via del Corso per recarsi a Palazzo Chigi, dove avrebbe dovuto firmare l’importante legge per la regolamentazione del numero di toppe applicabili sui giubbotti in jeans. Provvedimento fortemente voluto dallo stesso Renzi che conteneva, tra i vari commi, anche l’abolizione totale di tutte le pensioni maturate con lavoro dipendente e l’assorbimento dell’INPS da parte dell’ ETPT, Ente per la Tutela del Panforte Toscano.
Giunto all’altezza di Via della Vite, il leader Pd ha visto il cielo oscurarsi improvvisamente. In un primo momento avrà probabilmente pensato che si trattasse del guastarsi di una bella giornata, causato dalle previsioni di quei pochi menagrami che non credono ancora nella ripresa del turismo in Italia.
La nube nera è però improvvisamente scesa in picchiata verso di lui, senza dargli il tempo di trovare riparo. Il ‘bombardamento’, compiuto da circa un migliaio di gufi comuni, è stato rapido e repentino e il Presidente del Consiglio si è ritrovato sepolto sotto un cumulo di guano alto oltre due metri.

Fortunatamente le forze dell’ordine sono intervenute con prontezza, anche se in prima battuta per motivi diversi: alcuni cittadini avevano infatti segnalato nella zona un corteo non autorizzato, scambiando quella montagna di merda per una manifestazione di Casa Pound. Solo in un secondo tempo gli agenti hanno capito, grazie alla fortissima puzza emessa, che sotto l’ammasso escrementizio si trovava Matteo Renzi. A quel punto è iniziata la parte più difficile dell’intervento di soccorso. Vigili del fuoco e protezione civile hanno impiegato oltre sei ore per estrarre il Premier, separando con pazienza certosina – vista l’omogeneità del materiale – la merda dall’altra merda, fino alla positiva conclusione della missione di recupero.

Nonostante il brutto episodio, Renzi non si è negato alle telecamere e ha dichiarato: “Questo incidente mi ha aperto gli occhi, dopo essere stato sepolto negli escrementi so come si sente l’Italiano medio. Ho realizzato quali sono le vere priorità di un paese afflitto da corruzione, criminalità organizzata, precariato, disoccupazione e povertà crescenti. Per questo metterò subito in cantiere una legge che dichiari legale e obbligatoria per tutto l’anno, giorni festivi compresi, la caccia sull’intero territorio nazionale a gufi, allocchi, civette e Civati”.

Gianni Zoccheddu

Gianni Zoccheddu nasce in Sardegna nella calda estate del '76, unico sopravissuto di 4.576.458 fratelli, tutti morti durante la fecondazione. Fino ai 18 anni è convinto di essere Gesù poi, fallito il tentativo di moltiplicare pani e pesci facendoli accoppiare tra loro, smette di credere in se stesso e diventa ateo. Dopo alcuni anni passati a lavorare come commesso presso un distributore automatico si iscrive in Lingue, ma non si laurea per colpa dei comunisti, le scie chimiche e i rettiliani. Attualmente vive a Scrotopoli, dove si prende cura di una dozzina di troll nani, cercando faticosamente di guarirli dalla schizofrenia. Nel tempo libero ama fare bolle di sapone col culo e conosce personalmente un quasar. Segni particolari: un vistoso rinoceronte tatuato sulla chiappa destra di un altro tizio. Motto preferito: meglio soli che pianeti.

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