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Startup romana lancia progetto innovativo: pagare gli stagisti

20 gennaio 2016

ROMA (PIGNETO PROPRIO) – La startup romana Doing Something – già nota al grande pubblico per aver realizzato dispositivi ad altissimo contenuto tecnologico come il cavatappi wireless, i calzini bluetooth o il mouse a forma di Peter Griffin – pagherà i suoi stagisti. La clamorosa decisione arriva direttamente dall’amministratore delegato della società, Eardan Vellutata, uno dei primi imprenditori in Europa a studiare la possibilità di utilizzare la tecnologia Gps durante le gang bang.

In un’intervista concessa al prestigioso magazine “Startup e finocchi marroni”, Vellutata ha così spiegato il nuovo orientamento aziendale: «Gli stagisti contribuiscono alla crescita della nostra società, quindi li pagheremo esattamente come l’unico dipendente che abbiamo, che poi è un facocero. Riteniamo che uno stagista ben pagato sia uno stagista felice, quindi uno stagista che produce di più. La remunerazione sarà commisurata alle skill del singolo e andrà da un minimo di 1000 euro al mese a un massimo di 1000 euro al mese e 2 sacchi di carrube».

Dal mese prossimo, insomma, ogni stagista di Doing Something guadagnerà almeno 1000 euro: si tratta di una decisione molto coraggiosa, soprattutto se consideriamo che il 67% delle startup paga gli stagisti in scatolette di tonno al naturale del Lidl prossime alla scadenza.
Vellutata e i suoi, però, sono convinti che l’investimento iniziale produrrà degli effetti benefici sulla motivazione, dando un cospicuo ritorno in termini di ricavi nel lungo periodo. E ne sembrano convinti anche gli esperti del settore, secondo cui, nei prossimi mesi, la società potrebbe proseguire e alzare addirittura la posta nel suo percorso folle e visionario, spingendosi ad assumere anche laureati in Scienze della Comunicazione.

Alfonso Biondi

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Alfonso Biondi è un ragazzo semplice e solare che vuole la pace nel mondo.

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