(Foto: www.lindiependente.it)

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SOMMERSO DAI RICORDI: SAVIANO ESTRATTO DALLE MACERIE

15 luglio 2013

LOCALITA’ SEGRETA – La scorta di Roberto Saviano è adesso sotto esame degli inquirenti, dopo che durante una lunga passeggiata di profonda riflessione lo scrittore è entrato – forse senza rendersene conto – in un cimitero. Da quello che siamo riusciti a sapere da alcune indiscrezioni, la scorta lo avrebbe lasciato fare perché erano gli unici momenti in cui non sentivano lamenti e rotture di coglioni sull’ eroismo di qualcuno che era morto anche solo accidentalmente.

Da una prima ricostruzione Saviano, una volta inoltratosi nel camposanto, a un certo punto avrebbe sollevato la testa e visto una interminabile fila di marmi con nomi, foto e date di nascita e di morte. Ha iniziato a ricordarsi così di Serafina Piangipiano, morta il 13 ottobre 1980 quando lui era bambino: “Non guarderò mai più una tetta allo stesso modo” avrebbe detto alla scorta. Poi ha visto la tomba di Silvio Bonarrigo, morto il 12 aprile 1981, e ha condiviso il suo ricordo con la scorta sbadigliante: “Non guarderò mai più un cielo senza pensare a Silvio”. Successivamente ha ricordato Pier Francesca Faviana, morta il 25 febbraio 1898,  prima di diventare una scrittrice di successo: “Non guarderò mai più un libro con gli stessi occhi” ha riferito agli uomini di scorta intenti a reggersi i coglioni.

Questa fase è durata diverse ore, fin quando lo scrittore non si è ritrovato davanti a una parete contenente centinaia e centinaia di loculi. I ricordi di Saviano sono affiorati tutti in una volta, lasciandolo attonito e impreparato al devastante tsunami di immagini e pensieri che stava per investirlo.

I  pompieri sono riusciti a estrarlo vivo dalle macerie ed è stato subito trasportato in ospedale, nella speranza che un po’ di memoria si sia perduta nell’incidente. I dottori sono ottimisti: “Forse da oggi smetterà di essere così noioso, lo stiamo tenendo sotto cura farmacologica per evitare altri piagnistei”.

I fan sperano in una sua immediata ripresa e che possa tornare presto al suo lavoro, mentre i medici stanno organizzando una colletta per trattarli farmacologicamente come il loro affezionato scrittore.

Claudio Favara

(Catania, 1982). Studia tantissimo per poter lavorare nei call center prima, come trascrittore poi. Per arrotondare fa l'orso nelle fattorie della bile cinesi.

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