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Sismologi: “Non siamo in grado di prevedere quando finiranno le cazzate sulla magnitudo abbassata”

2 novembre 2016

Macerata – “Purtroppo si è riattivata la faglia delle cazzate”. Commenta così il sismologo Mario Placca la notizia diffusa sui social network dell’abbassamento della magnitudo dell’ultimo terremoto per non pagare i risarcimenti. “Questa bufala gira dal terremoto di Amatrice del 24 agosto – prosegue Placca – pensavamo che avesse ormai rilasciato tutta la sua energia in quell’occasione, invece evidentemente c’è stato un contagio”.

Non tutti sanno che esiste una scala specifica per misurare le cazzate: la scala Povia. “Questa della magnitudo abbassata è stata una scossa di 7.6 della scala Povia* – prosegue Placca – una botta tremenda con epicentro a Grillonia. Talmente potente che è stata registrata anche dai cazzatografi giapponesi. Ha fatto danni incalcolabili, considerate che il 72% delle bacheche Facebook è inagibile“.

Ma quello che più preoccupa i sismologi è lo sciame di cazzate che continuerà a manifestarsi per settimane, forse per mesi. “Succede quando queste notizie trovano un megafono di una certa rilevanza, come un esponente politico importante, che ne so, una senatrice della Repubblica, per esempio. Questo di solito peggiora la situazione“.

Ma quando finirà questo stillicidio? “Noi purtroppo non siamo ancora in grado di prevedere quanto durerà questa cazzata – si rammarica il professor Placca – possiamo solo consigliare di seguire un’accurata prevenzione: controllare sempre la fonte, diffidare di notizie inverosimili e iscriversi alle scuole medie“.

*Aggiornamento. Sta già girando la notizia che la magnitudo di questa cazzata non sia 7.6 ma 8.5 e che sia stata abbassata di proposito da Zuckerberg per non risarcire gli utenti Facebook. Ma vi informiamo che anche questa è una cazzata. Per la precisione è una cazzata 8.9 della scala Povia.

Eddie Settembrini

Come giornalista del Washington Post ha scoperto lo scandalo “watergate”, ma ha lasciato lo scoop a due colleghi ambiziosetti in cambio di un hot dog. Tornato in Italia ha iniziato a indagare sui delitti del Mostro di Firenze; ha smesso quando ha capito che gli indizi conducevano a se stesso. Ora scrive per Lercio sotto ricatto. Il suo romanzo preferito è “Oblomov”, ma si è immedesimato talmente tanto nel protagonista che non l'ha mai finito.

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