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A scuola mancano i pilastri di cemento, bambini costretti a portarli da casa

17 settembre 2013

Montespiccioli – Una situazione di reale degrado e profondo disagio attanaglia la popolazione del piccolo paesino dell’entroterra toscano. A causa di una gara d’appalto farlocca, infatti, il comune di Montespiccioli ha sperperato denaro in una scuola ad oggi inesistente.

“Le uniche cose che la ditta è riuscita a costruire sono state le fondamenta ed il tetto, adducendo come motivazione che si trattava di una costruzione senza dubbio antisismica. Purtroppo avevamo già fatto partire le iscrizioni, e la scuola elementare più vicina, a circa 15 chilometri, è crollata quest’estate a causa d’un acquazzone. Mi spiace, ma i bimbi saranno costretti a portare tutti i giorni dei pilastri di cemento dalle proprie abitazioni. Sono desolato, stavolta le mazzette che mi sono preso le spenderò con più amarezza” – ha dichiarato il sindaco del paesino Jacopo Ciappelletto.

Striscia la Notizia si è immediatamente recata sul posto per intervistare qualche genitore che stava manifestando fuori dal palazzo comunale, ma Jimmy Ghione è stato pestato a sangue da un gruppo di mamme esagitate che hanno approfittato della sommossa popolare per togliersi qualche soddisfazione.

Nel frattempo le lezioni nella scuola elementare “Mark Iuliano” vanno avanti. Un bambino per classe, a turno, porta la mattina un pilastro di cemento da casa, e tutti insieme, armati di stucco e cazzuola, si adoperano per tirare su l’edificio. Al pomeriggio iniziano a smontare, guidati dalle maestre che da sotto tentano di coordinare le operazioni. I bambini tornano a casa stravolti (senza contare che alcuni di loro dovranno rimontare il pilastro a casa) ma tutto sommato felici: ogni giorno passato a studiare è un passo avanti verso un dottorato all’estero.

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