(Foto: Turi Satana)

(Foto: Turi Satana)

È DICK CHENEY IL CACCIATORE CHE UCCISE LA MADRE DI BAMBI

20 agosto 2013

È stato Dick Cheney, il vicepresidente degli USA durante gli anni di George W. Bush, a uccidere la mamma di Bambi, famosissimo cerbiatto della Disney. La soffiata arriva da Tamburino, il coniglietto amico d’infanzia di Bambi: “Ho dovuto confessarlo, sono anni che tormento la mia coscienza con questo silenzio. Mi hanno insegnato che se non ho qualcosa di carino da dire allora dovevo stare zitto, per questo finora non avevo rivelato a nessuno del cervicidio-femminicidio di Cheney”.

Tamburino spiega: “All’epoca, nel bosco la vita era molto più dura di quello che la Disney vuole far credere, così ho deciso di diventare informatore per la CIA. Era un lavoro ben pagato e all’inizio gratificante. La marmotta della Milka non confezionava cioccolata, ma panetti di cocaina; sono stato io a farli chiudere. Stesso discorso per lo gnomo nero della Loacker, era un miliziano di Al-qaeda.
Ma col tempo il gioco si è fatto pesante e insopportabile, come quando il vicepresidente Cheney ha voluto personalmente dare la caccia allo gnomo di colore -prosegue il coniglio- grazie al Patriot-Act, a Cheney era permesso eseguire per direttissima le condanne a morte all’insaputa del presidente Bush, che avrebbe preferito fare da solo”.

E’ stato Tamburino insomma, a indicare il luogo dove la madre di Bambi è stata crivellata dal fucile di Cheney. Ora l’animale vive sotto falso nome insieme alla compagna di sempre, Jessica Fletcher, e intende chiudere col passato: “Sono stati anni difficili, fatti di sesso selvaggio e abusi di sostanze stupefacenti. Sono entrato e uscito da cliniche di disintosiccazione così tante volte che ormai non le ricordo neanche più. Forse, da domani, potrò tornare ad apprezzare il profumo dei fiori”. Ed è quello che dalla redazione gli auguriamo di cuore.

Andrea Sesta

Scrivo di notizie vere su Lercio, di notizie libresche su Finzioni e colleziono gif sul mio blog. Quando mi chiedono cosa voglio fare rispondo: il pirata lebowskiano.

Commenta