(Foto: Ciro Navolta)

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Scoperta una vecchia legge del ’57 che Berlusconi non ha ancora violato

12 maggio 2014

GHEDINIA (MI) – “Art. 1816. Norme in materia di comportamento all’interno delle biblioteche pubbliche”, sarebbe questa la disposizione del Codice Civile per la quale Silvio Berlusconi è accusato di rispetto della legge. Il pregiudicato avrebbe colpevolmente evitato qualsiasi contatto con edifici e strutture adibite alla lettura e al prestito di libri. Se il fatto fosse vero potrebbe essere a rischio il prestigioso titolo di ‘Uomo più indagato della storia’, che lo stesso frodatore fiscale si è attribuito.

Lo scandalo è scoppiato quando una dipendente del Ministero della Giustizia, Filiberta Filava, ha rinvenuto una vecchia copia della Gazzetta Ufficiale, datata 56 giuglio 1957, in mezzo alle pagine cartonate dell’album di nozze tra Andreotti e Riina. Incuriosita da quell’ articolo, il 1816, la Filava ha subito verificato in quale data Berlusconi avesse infranto tale legge (una procedura standard in questi casi, ndr), per rimanere allibita di fronte alla sconcertante verità: l’ineleggibile l’aveva sempre rispettata. Il colpo è stato tale che Filiberta ha perso i sensi, accasciandosi al suolo. Soccorsa dai sui colleghi, la donna è stata ricoverata d’urgenza al Gemelli, dove permane in stato di shock, in preda a frasi deliranti come “Stavolta è davvero innocente, la fine del mondo è vicina”, o “Dudù Dudù, salvaci tu”.

Appresa la notizia, Berlusconi ha diramato un video nel quale dichiara: “Ho avuto 103 indagini, mi hanno fatto 37 processi, non ho avuto molto tempo per andare in biblioteca. Però i miei avvocati hanno consultato decine di volumi di giurisprudenza. Non solo hanno letto tutte le norme che riguardavano i reati a me contestati, ma ne hanno anche scritte parecchie. Quindi in un certo senso si può dire che le abbia lette e scritte io. Perciò è come se fossi entrato in una biblioteca pubblica, e volete che lì dentro non abbia violato nessuna legge?” Ma la logica stringente del malfattore non ha convinto il Presidente del Consiglio Renzi, che attacca: “Se avessi saputo che Berlusconi da anni rispettava una legge non avrei mai fatto un patto con lui sulle riforme costituzionali”. La replica arriva per bocca di Brunetta: “La sinistra vuol far credere che Berlusconi non sia un criminale, ma evidentemente gli italiani non la pensano così, sanno che da molti anni il Presidente combatte una battaglia per l’illegalità, per questo lo votano”.

Gianni Zoccheddu

Gianni Zoccheddu nasce in Sardegna nella calda estate del '76, unico sopravissuto di 4.576.458 fratelli, tutti morti durante la fecondazione. Fino ai 18 anni è convinto di essere Gesù poi, fallito il tentativo di moltiplicare pani e pesci facendoli accoppiare tra loro, smette di credere in se stesso e diventa ateo. Dopo alcuni anni passati a lavorare come commesso presso un distributore automatico si iscrive in Lingue, ma non si laurea per colpa dei comunisti, le scie chimiche e i rettiliani. Attualmente vive a Scrotopoli, dove si prende cura di una dozzina di troll nani, cercando faticosamente di guarirli dalla schizofrenia. Nel tempo libero ama fare bolle di sapone col culo e conosce personalmente un quasar. Segni particolari: un vistoso rinoceronte tatuato sulla chiappa destra di un altro tizio. Motto preferito: meglio soli che pianeti.

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