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(Foto: Melania Stricchiolo)

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Il cantautore Dente: “Organizzo i tour in base al ciclo delle fan”

18 dicembre 2014

Fidanzella (PR) – Destano scandalo le dichiarazioni del cantautore Giuseppe Peveri, per brevità Dente, uno tra i più noti cantautori sconosciuti. In una intervista rilasciata al settimanale Rock&Boobs, l’artista avrebbe confessato il vizio di organizzare le date del tour in base al ciclo delle fan più sfiziose da Trieste in giù, calcolandone la ‘disponibilità’ attraverso la nota legge di Chesterton-Brass sulla relazione tra coefficiente di irritabilità, quoziente di sbalzi d’umore (misurato in migliaia per minuto), volume apparente della borsetta e numero di puntate al bagno del soggetto femminile durante una cena in pizzeria.

Nell’intervista Dente racconta come è giunto a questa deplorevole pratica: “Agli esordi della mia carriera non prevedevo certo che il look trasandato, l’intimismo e i giochi di parole dolci mi avrebbero trasformato in un puledro da monta. Il mio stile doveva rappresentare unicamente il profondo interesse che avevo per la brunetta del tabaccaio di fronte. Ma col passare del tempo le cose sono peggiorate: ogni giorno era l’anteprima di Nymphomaniac. Immagina un gigantesco multisala colmo di studentesse di Lettere che fanno a spallate per toccarmi il microfono, puoi comprendere perché la faccenda mi sia sfuggita di mano? Senza che me ne accorgessi era diventata l’ossessione della vanità. Per fare un esempio, il mio sito (www.amodente) nascondeva messaggi subliminali a sfondo erotico come ‘Voglio il tuo ciclope dai lati uguali, Beppe’ e ‘Fammi abboccare alla tua cosa che non è una bugia‘. D’altronde – prosegue – anche la scelta del mio nome non è casuale: Dente è una citazione dalla nota canzoncina Osteria numero venti.

Le reazioni non si sono fatte attendere, una parte del pubblico è indignata, le groupies si sentono offese e raggirate: “Da domani solo coverband dei Litfiba”, ha twittato Samantha’90.
Anche colleghi e amici del cantautore sono intervenuti sulla questione:

“Boia deh… Non me lo sarei mai aspettato. E’ cambiato molto da quando cantavamo insieme nella Corale di Santa Maria Ozawa”  (Appino, The Zen Circus)
“Quando Giuseppe viene a trovarmi ai concerti regolarmente finisce al bar a bere tisane. A quel punto si assiste a uno spostamento di massa spettacolare quanto le grandi migrazioni delle antilopi, così il pubblico ricorda d’un tratto le feste di ingegneria. Diventa tristissimo intonare Nà, nanà, nanà”  (Dario Brunori)
“Ma dici a me? Ma dici a me?… Ma dici a me? Ehi con chi stai parlando? Dici a me? Eh, Non ci sono che io qui. Di’, ma con chi credi di parlare tu? Ah sì eh, va bene…” 
(Vasco Brondi, Le luci della centrale elettrica)

Secondo le ultime indiscrezioni, tuttavia, la realtà sarebbe un’altra. Le fan del cantautore raccontano di comportamenti inaspettati, come in un post della blogger Quela Ladovia:

“Mi ero preparata nei minimi dettagli per il figo maledetto. Quello si presenta in Ciao, imbacuccato come un Tuareg per non farsi riconoscere. Lo invito su per l’aperitivo, sale. Passano 6 minuti, l’aria è densa di spray alla lavanda. Anche se pareva scontato gli chiedo se può cortesemente sbattermi. Lui non solo rifiuta, ma addirittura si incazza e scappa via stizzito. Dopo aver organizzato un concerto a Firenze per vedermi! Un’ora più tardi ricevo un sms con parole sommarie, l’enigmismo di Beppe è spiazzanteLa tua richiesta era in sol-mi-do, che associo subito a Always di Jon Bon Jovi. Inaccettabile per il mio orecchio, ciao”.

L’orecchio assoluto è protagonista di molte testimonianze, 4065 date programmate per incontrare donne ignare delle note emesse dalle proprie cadenze, fanciulle deluse che mai avrebbero immaginato Dente così distante dal poeta sognato, che si infuria quando percepisce accordi che detesta o commenti quali Il casco ti schiaccia i capelli”“Bella! Ricorda una canzone di Cesare Cremonini”.

 Federico Righi

Ci siamo conosciuti nella riserva apache dei Mescalero, ricordi? Quando l’effetto del peyote è terminato hai compreso di aver sbagliato strada perché noi siamo gli sciamani della Siberia.

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