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Sanremo Hebdò

Sanremo, polemiche per la vignetta di Charlie Hebdo che ironizza sulle vittime del Festival

Sanremo non sarebbe Sanremo senza le sue polemiche, ma il Festival 2017, che sta flagellando l’Italia intera da ormai 3 giorni, sarà di certo ricordato per l’indignazione quasi unanime riassunta dalla frase: “Vergogna! Questa non è satira!”. Non si tratta però di una ovvia constatazione sugli interventi di Maurizio Crozza, bensì di una furente ma giustificata reazione alla nuova vignetta pubblicata da Charlie Hebdo che ironizza sulle numerose vittime della kermesse canora.

Per l’ennesima volta il giornale satirico francese finisce sotto i riflettori a causa del suo atteggiamento oltraggioso e irrispettoso. E se ancora si può accettare lo scherno sulle tragedie e sui morti, è inammissibile che si consenta di irridere il più importante festival musicale italiano.
A conferma di questo è arrivata l’autorevole presa di posizione della conduttrice televisiva Caterina Balivo, che ha criticato con ferocia il mensile transalpino: “Non puoi essere libero di fare satira se poi con la matita fai disegni di cui io non capisco un cazzo. Del resto, si può veramente scherzare su tutto? Anche su un’istituzione sacra come il Festival di Sanremo? E soprattutto: è satira questa? Secondo me, no. Questo è fare comicità spicciola e qualunquista, sfruttando i soliti luoghi comuni. Compiuta peraltro dai francesi, che non hanno il bidè e si mettono la baguette sotto le ascelle. Ridicoli“.

Ma per tornare alla cronaca, cercando di evitare facili giudizi morali, non si può che registrare come la vergognosa vignetta satirica abbia provocato innumerevoli condanne e prese di distanza su twitter, dove c’è chi ha fatto circolare l’intuitivo hashtag: #jesuischarliepoihocambiatoilnomeallanagrafeeoradevonomoriretuttiquellichefannoironia-
sulfestivaldisanremo

C’è anche chi, per vendetta, ha deciso di boicottare la Francia come meta turistica; almeno fino a che i voli per Parigi a/r non saranno scesi sotto i 49 euro (poi si vedrà). Il parlamentare del Movimento 5 Stelle Luigi di Maio è andato persino oltre: “Non metterò mai più piede, per il resto della mia vita, a Londra“.
Ma non mancano le voci fuori dal coro, come quella del sindaco di Sanremo, che ha cercato con intelligenza di minimizzare l’episodio, invocando la sharia e invitando tutti gli italiani alla guerra santa.
Qualcuno difende l’operato di Charlie Hebdo affermando che, rispetto alle altre vignette, quest’ultima è indubbiamente satira, e ben mirata, essendo il bersaglio gli spettatori, complici della tv spazzatura. “Se la guardi, la sostieni”, affermano.
Ciononostante, ci preme dire a questi fantomatici difensori delle ‘cause perse contro il sindaco di Amatrice’, che lo spettatore è libero. Libero di pensare e guardare ciò che vuole. (La liberta di pensiero è un principio che nessuno di noi si sogna di mettere in discussione, per nessun motivo).
Diremo di più: devono essere liberi di non essere offesi dall’umorismo altrui, liberi di poterlo censurare.
E utilizzando questo metro di giudizio riteniamo quindi offensivo anche fare battute sulla mascolinità della De Filippi, tema su cui fa sentire la sua voce Carlo Conti, in un’intervista radiofonica rilasciata da Maria De Filippi.
Perciò fermiamo questo tipo di comicità, fermiamo questa deprecabile ironia che mira solo all’insulto.
Perché, ricordatevi: “Se incontrate qualcosa che vi offende, significa che non vivete in una società libera”.

Albert Huliselan Canepa

Nasce fra il Big Bang e oggi (1980, per la precisione). Esistenzialista. Predilige l’ “Essere e il nulla” di Sartre al “Essere e tempo” di Heidegger. E, a entrambi, una pizza in compagnia di Jessica Alba, se offre lei. In camera ha un miracoloso poster di Padre Pio: gli guardi le mani e vedi la cucina.

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