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Salerno-Reggio Calabria, ritrova nell’esodo estivo fratello perso in coda nel 1974

8 agosto 2013

L’aveva perduto di vista la mattina del 3 agosto di 40 anni fa. Erano partiti da Torino il giorno prima, non appena varcata l’uscita dai cancelli della Fiat, le mogli già in macchina con il motore acceso, i bagagli caricati e i figli già pisciati e trepidanti: destinazione, i parenti ad Agrigento.

Un viaggio tutto sommato tranquillo. Qualche rallentamento verso Genova, solite code a Firenze Certosa, gli sguardi torvi dei casellanti quando non si avevano a portata di mano le lire esatte per il pedaggio. Dopo Salerno, però, le prime preoccupazioni: il traffico sempre più intenso, le code che si ripetevano, finché all’altezza di Lagonegro non si verificò il dramma. Inghiottiti da un ingorgo di proporzioni bibliche, la Fiat 124 verde scuro di Gaetano Lanzella si infilò sulla corsia di sorpasso mentre la 850 gialla di suo fratello Vincenzo rimase su quella di destra. Fu l’ultima volta che si videro. Gaetano raggiunse Reggio Calabria tre settimane dopo, con le ferie ormai agli sgoccioli e senza aver nemmeno raggiunto la Sicilia, così fece inversione verso Torino. A nulla valse sistemare di vedetta i bambini sull’imperiale assicurandoli con la corda elastica: di Vincenzo Lanzella e della sua famiglia si persero le tracce.

Fino a questa settimana.
Incurante del bollino nero, il settantenne Gaetano ha, infatti, ripercorso quel viaggio spaventoso per raggiungere ancora una volta la sua amata Sicilia e presentare ai parenti rimasti la sua nuova moglie, la 24enne Irina; ma quando pensava di averla ormai fatta franca, la coda l’ha inghiottito all’uscita di Laino. Dopo 40 chilometri a passo di bradipo e con la vescica traboccante ha finalmente raggiunto la prima area di servizio, e lì è rimasto folgorato dalla visione: in un angolo del piazzale, intento a leggere un Tuttosport del 1982, accanto a una Fiat 850 gialla, c’era suo fratello. Dietro di lui, impegnata a stendere il bucato su un filo teso tra un albero e l’antenna dell’autoradio, sua moglie Rosaria.

Una volta riconosciutisi, è iniziata la tempesta di domande di Gaetano al fratello ritrovato.

Sono sempre stato qui” ha dichiarato Vincenzo. “Ho provato tante volte a rimettermi nel flusso del traffico ma non ci sono mai riuscito. Venivo sempre respinto indietro. Allora ci siamo guardati intorno, il posto ci piaceva e abbiamo deciso di rimanere. Prima era una semplice piazzola di sosta, poi ci hanno costruito l’area di servizio intorno. Nostro figlio Salvatore ha conosciuto una ragazza durante una passeggiata sul viadotto Serra: si sono sposati sul rimorchio di un tir tedesco bloccato dal traffico all’altezza di Lauria. La più piccola ha studiato presso un istituto religioso inaugurato su una 127 delle suore ferma a Castrovillari. Inoltre, abbiamo tutte le comodità: se qualcuno sta male c’è un’ambulanza all’altezza di Scalea, e se la faccenda è più grave, hanno visto un carro funebre fermo all’uscita per Morano Calabro. C’è un furgone bloccato a Frascineto che ha persino i giornali! In fondo, la vita sulla Salerno-Reggio Calabria non è poi così male. A proposito, com’è ora che l’hanno terminata?

Augusto Rasori

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Credo nell'amore, l'amicizia, l'onestà, la generosità, l'altruismo ma soprattutto la verità. O non scriverei qui...

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