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Roma, sciopero dei borseggiatori: metropolitana nel caos

13 luglio 2015

Roma – “Ci scusiamo per i disagi che stiamo procurando ai passeggeri, molti dei quali arrivano a destinazione con il portafogli ancora in tasca, ma lo facciamo per migliorare il servizio” – ha dichiarato Salvatore Buzzo, portavoce dell’URBE (Unione Rapinatori e Borseggiatori Emeriti). “Già le nostre condizioni di lavoro sono precarie – prosegue Buzzo – ora con i disagi causati dallo sciopero bianco dei macchinisti la situazione è diventata insostenibile. Le carrozze sono sovraffollate, i passeggeri sono stipati, non c’è nemmeno lo spazio per mettere le mani nelle borse per quanto stiamo stretti. Per non parlare dei rallentamenti continui: ieri un nostro operatore ha dovuto aspettare ben venti minuti con la refurtiva in mano, prima di poter scendere alla fermata. In queste condizioni non è possibile lavorare”.

Anche Atac, a sorpresa, prende posizione a favore dei borseggiatori: “Forse non tutti lo sanno ma quello del borseggio in metro è un servizio gestito direttamente da Atac ed è studiato proprio per andare incontro all’utenza. Nessuno fa più il biglietto, l’azienda sta fallendo, non possiamo contare solo su quei quattro coglioni che ancora fanno l’abbonamento. Il borseggio è un modo per far fronte all’evasione che si è moltiplicata negli ultimi anni. Il ricavato dei furti, infatti, viene utilizzato per la manutenzione ordinaria e straordinaria dei vagoni e delle stazioni. Se i borseggiatori non interrompono subito lo sciopero rischiamo il collasso”.

Quindi Atac ha annunciato che correrà ai ripari e assumerà 30 nuovi borseggiatori entro la fine del mese. I nuovi assunti, previo accertamento del possesso di una preparazione di base (borseggio semplice, borseggio avanzato, rudimenti di prestidigitazione, fuga silenziosa, sputo aggressivo), potranno prendere servizio fin da subito, a cominciare dalla Metro C che è ancora territorio di caccia vergine.

Duro il sindaco Ignazio Marino che ha rilasciato una dichiarazione ai margini dell’inaugurazione del primo cimitero per ciclisti investiti su via Cristoforo Colombo: “Vedrò se ci sono gli estremi per una denuncia per interruzione di pubblico servizio. Una città come Roma deve avere un servizio di borseggio al pari delle altri grandi capitali europee”.

Eddie Settembrini

Come giornalista del Washington Post ha scoperto lo scandalo “watergate”, ma ha lasciato lo scoop a due colleghi ambiziosetti in cambio di un hot dog. Tornato in Italia ha iniziato a indagare sui delitti del Mostro di Firenze; ha smesso quando ha capito che gli indizi conducevano a se stesso. Ora scrive per Lercio sotto ricatto. Il suo romanzo preferito è “Oblomov”, ma si è immedesimato talmente tanto nel protagonista che non l'ha mai finito.

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