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Roma, chiuso asilo degli orrori: “Bimbi costretti ad ascoltare canzoni di Povia”

3 febbraio 2016

Roma – “Ci siamo trovati di fronte a una scena raccapricciante”. Così ha commentato, visibilmente scossa, Simona Battipietra, l’agente che insieme ai suoi colleghi del Commissariato di Primavalle ha fatto irruzione nell’asilo nido “Veronica Panarello” di Torresina. “Abbiamo visto bimbi, anche piccolissimi, di 3-4 anni, seduti in silenzio mentre le educatrici diffondevano a volume sostenuto alcune canzoni di Povia”.

Ad accorgersi che qualcosa non andava sono stati i genitori dei piccoli ospiti del nido. “Mia figlia all’improvviso ha iniziato a comportarsi in modo strano – rivela la mamma della piccola Matildecercava di convincere me e mio marito che bisognava uscire dall’Euro e tornare alla sovranità monetaria”.
“Mio figlio ha cominciato a sparare delle enormi cazzate – dice senza mezzi termini il papà di Mattiatipo che il suo amichetto Luca prima era gay ma adesso non più. Storie assurde, anche perché quel bambino è ancora gay. Ha detto che da grande vuole adottare un bambino… se non è una cosa da gay quella!”
Emblematica anche la testimonianza dei genitori di Jacopo: “Nostro figlio faceva Ooh in continuazione. Qualunque cosa gli chiedessimo rispondeva sempre Ooh.  Jacopo che hai fatto oggi all’asilo? ‘Ooh’. Hai fame? ‘Ooh’. Cos’hai  fatto ieri dal parroco? ‘Ooooooooooh!’”.

Quindi è scattato l’allarme e i genitori si sono rivolti alla Polizia. Gli agenti hanno preso un pupazzo di Orso (di Masha e Orso), gli hanno infilato una telecamera in culo e lo hanno nascosto all’interno della struttura, rivelando così le orrende sevizie a cui erano sottoposti i minori.
Ora l’asilo è sotto sequestro e le educatrici si trovano in custodia cautelare, mentre la procura cerca di capire se ci siano gli estremi per indagare lo stesso Giuseppe Povia per complicità.

Solo una breve dichiarazione, invece, da parte della responsabile dell’asilo: “Le nostre educatrici sono delle valide professioniste, non sono delle aguzzine, hanno solo dei gusti musicali di merda.”

Eddie Settembrini

Come giornalista del Washington Post ha scoperto lo scandalo “watergate”, ma ha lasciato lo scoop a due colleghi ambiziosetti in cambio di un hot dog. Tornato in Italia ha iniziato a indagare sui delitti del Mostro di Firenze; ha smesso quando ha capito che gli indizi conducevano a se stesso. Ora scrive per Lercio sotto ricatto. Il suo romanzo preferito è “Oblomov”, ma si è immedesimato talmente tanto nel protagonista che non l'ha mai finito.

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