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Roma, attacco con Tir sventato da auto in doppia fila

22 dicembre 2016

Roma – Poteva essere una strage come a NizzaBerlino, ma il piano del terrorista è fallito grazie a una Punto parcheggiata in doppia fila. A nulla sono valsi i tentativi di alcuni cittadini (che ora sono indagati per complicità) di spostare l’auto di peso. Inutili anche le chiamate alla Polizia Municipale: al terrorista non è rimasto che arrendersi.

Gli inquirenti hanno ricostruito tutte le fasi dell’attentato. Il terrorista, un tranquillo autotrasportatore marocchino, stava cercando di raggiungere Via Merulana per una consegna, ma a causa del traffico sul raccordo, di alcune strade chiuse per lavori, della pioggia, delle buche, degli incidenti, dei ciclisti indisciplinati, dello sciopero dei trasporti, dei pedoni che attraversano a cazzo, dei pullman di turisti che parcheggiano ovunque, del blocco del traffico perché la centralina ha superato i limiti, del corteo degli studenti, del controcorteo di Casa Pound, del controcontrocorteo dei centri sociali, il trasportatore aveva accumulato un ritardo di 4 giorni.
A quel punto per la disperazione mi sono radicalizzato – confessa in lacrime il marocchino – e ho deciso di compiere un gesto eclatante: travolgere con il camion quello sfigatissimo albero di Natale a Piazza Venezia, per non farlo soffrire più”.

Ma la Punto in doppia fila ha fatto fallire il suo piano criminale. Il proprietario dell’auto, l’eroe della giornata, si chiama Tullio Romanaro e commenta così il suo gesto coraggioso: “Io co’ la maghina faccio come cazzo me pare da sempre, quindi per me è stata una cosa istintiva. Nun me sento ‘n eroe, so’ solo un fijo de ‘na mignotta come tanti in questa città”.

In giornata il Romanaro sarà ricevuto dalla sindaca Raggi per un riconoscimento e per l’occasione gli sarà consentito di parcheggiare sulla scalinata del Campidoglio.

Eddie Settembrini

Come giornalista del Washington Post ha scoperto lo scandalo “watergate”, ma ha lasciato lo scoop a due colleghi ambiziosetti in cambio di un hot dog. Tornato in Italia ha iniziato a indagare sui delitti del Mostro di Firenze; ha smesso quando ha capito che gli indizi conducevano a se stesso. Ora scrive per Lercio sotto ricatto. Il suo romanzo preferito è “Oblomov”, ma si è immedesimato talmente tanto nel protagonista che non l'ha mai finito.

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