(Foto: Panapp)

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Roberto Giacobbo rivela: “La fonte dei miei scoop? È mio cugino Norberto”

27 aprile 2015

Miste (Ro) – Ha finalmente un nome la gola profonda che sta dietro a tutti i colpi giornalistici di Roberto Giacobbo: si tratta di suo cugino Norberto Giacobbo. Il conduttore di Voyager lo ha rivelato in una intervista pubblicata dal quotidiano La Gazzetta di Atlantide di cui riportiamo alcuni passaggi.

Signor Giacobbo lei viene spesso accusato di diffondere notizie poco attendibili, solitamente legate a teorie pseudoscientifiche e complottistiche, come si difende?

Io sono un giornalista rigoroso, che vaglia attentamente le informazioni e le fonti. Prendiamo per esempio la Teoria del complotto lunare: un giorno è passato a casa a prendere il caffè mio cugino Norberto. Mentre parlavamo del più e del meno mi ha raccontato di essere stato sulla Luna e di non aver trovato traccia di moduli di atterraggio o impronte di astronauti, questa è la prova indubitabile che nessun uomo è mai stato sulla Luna.

Lei sta dicendo che la fonte del servizio di Voyager del 2008 sull’allunaggio è suo cugino?

Non solo di quello, mio cugino Norberto Giacobbo è la fonte di quasi tutti i miei servizi, notizie e scoop. È stato lui a dirmi durante una partita a ramino la sera di Natale del 2011 che il mondo sarebbe finito il 21 dicembre 2012, il tempo ha dimostrato che era tutto vero. Oppure prendiamo il caso dei chupacabras: una volta mio cugino mi ha detto che un suo amico li allevava e ne aveva una intera mandria, e che lo aveva invitato a vederli, ma poi proprio la sera prima tutti i capi erano stati rapiti da un disco volante.

Perché ha deciso di rivelare dopo tanti anni questa informazione?

Una volta da bambino mio cugino è morto. Il giorno del suo funerale si è alzato dalla bara e mi ha confessato all’orecchio che il Faraone Ramses II gli aveva svelato, durante il decesso, che il Santo Graal era custodito nell’Area 51, sorvegliato a vista 24 ore su 24 da una squadra di 40 cloni di Hitler. Ma che non poteva confessare quanto sapeva perché minacciato di morte dai Templari. Così da allora sono stato io a riportare tutte le sue informazioni e soffiate.

E cosa è cambiato adesso, suo cugino non è più in pericolo?

Dopo l’ultima eclissi solare c’è stata la battaglia finale tra i Templari e l’Ordine dei Rosacroce, con la vittoria di questi ultimi, come si può dedurre dall’incremento del 17% delle scie chimiche nei nostri cieli. Ora che non corre più rischi, mio cugino può finalmente risolvere tutti i misteri insoluti della storia e raccontare la verità più scioccante di tutte: la fonte degli scoop di mio cugino è suo cugino Gualberto Giacobbo.

Gianni Zoccheddu

Gianni Zoccheddu nasce in Sardegna nella calda estate del '76, unico sopravissuto di 4.576.458 fratelli, tutti morti durante la fecondazione. Fino ai 18 anni è convinto di essere Gesù poi, fallito il tentativo di moltiplicare pani e pesci facendoli accoppiare tra loro, smette di credere in se stesso e diventa ateo. Dopo alcuni anni passati a lavorare come commesso presso un distributore automatico si iscrive in Lingue, ma non si laurea per colpa dei comunisti, le scie chimiche e i rettiliani. Attualmente vive a Scrotopoli, dove si prende cura di una dozzina di troll nani, cercando faticosamente di guarirli dalla schizofrenia. Nel tempo libero ama fare bolle di sapone col culo e conosce personalmente un quasar. Segni particolari: un vistoso rinoceronte tatuato sulla chiappa destra di un altro tizio. Motto preferito: meglio soli che pianeti.

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