(Foto: Muttley)

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Rilancio Alitalia, il presidente Trabiccoli: «In arrivo a marzo la nuova flotta di aquiloni»

29 gennaio 2014

Molti la davano per spacciata, destinata ad essere assorbita da AirFrance o da qualche altra compagnia abbastanza grande per poter sostenere i costo di acquisizione, pari a 225 euro. Invece, con l’arrivo del nuovo anno, Alitalia sembra intenzionata a raccoglie il guanto di sfida lanciato da un mercato sempre più globale e aggressivo. La compagnia di bandiera ha infatti annunciato per marzo il rinnovo totale della sua flotta, con l’acquisto di ben 37 aquiloni nuovi di zecca.

Il neopresidente Gianguido Trabiccoli (subentrato il novembre scorso al dimissionario D’Astardli) appare molto determinato: «Con l’aggiornamento del parco mezzi puntiamo a recuperare la fiducia dei clienti più giovani. I nostri nuovi aquiloni sono coloratissimi e allegri, perfetti per il target in questione, come dimostra l’indagine di mercato condotta da mio figlio di 4 anni. Inoltre sono facilissimi da pilotare e consumano pochissimo. Una scelta ‘green’ che sono sicuro verrà premiata».

Si intravede dunque una luce di speranza, per le disastrate finanze della storica compagnia italiana. Ma a preoccupare sono i risvolti giudiziari che riguardano la precedente gestione: l’ex presidente Riccardo D’Astardli si era dimesso dopo le indagini su una presunta truffa ai danni dello Stato. Secondo gli inquirenti il dirigente avrebbe percepito fondi pubblici illecitamente, facendo figurare come appartenenti ad Alitalia alcuni velivoli noleggiati dalla compagnia Transilvair del magnate rumeno Igor Granesku. Il caso era emerso dopo l’incidente del 2 febbraio scorso a Torrentone, nel quale un Vulture-Klunk del 1970 aveva fallito il decollo a causa di un guasto al cucchiaio della catapulta di lancio.

L’acquisto degli aquiloni è quindi necessario anche a marcare una forte distanza rispetto al passato. Ma alcuni blogger sciachimisti già urlano al complotto: Tanker Ebety ha scritto un infuocato post di oltre 85.000 battute intitolato “Haarp e aquiloni, un accostamento a cazzo”, mentre Comrade J. Penis si chiede quanti quintali di sostanze chimiche, quasi sicuramente letali, si possano nascondere dentro uno spago di 15 metri.

Gianni Zoccheddu

Gianni Zoccheddu nasce in Sardegna nella calda estate del '76, unico sopravissuto di 4.576.458 fratelli, tutti morti durante la fecondazione. Fino ai 18 anni è convinto di essere Gesù poi, fallito il tentativo di moltiplicare pani e pesci facendoli accoppiare tra loro, smette di credere in se stesso e diventa ateo. Dopo alcuni anni passati a lavorare come commesso presso un distributore automatico si iscrive in Lingue, ma non si laurea per colpa dei comunisti, le scie chimiche e i rettiliani. Attualmente vive a Scrotopoli, dove si prende cura di una dozzina di troll nani, cercando faticosamente di guarirli dalla schizofrenia. Nel tempo libero ama fare bolle di sapone col culo e conosce personalmente un quasar. Segni particolari: un vistoso rinoceronte tatuato sulla chiappa destra di un altro tizio. Motto preferito: meglio soli che pianeti.

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